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Decroissance e Métamorphose Decrescita e Metamorfosi - terza parte Copyright © Danilo D'Antonio 18/05/39 - Tutti i diritti riservati - Riproduzione vietata | |
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... E nel determinare teoria e pratica, più sei una persona modesta, non imbastardita da una educazione di stato o da anni d'appartenenza a partiti ed associazioni di pensiero, più hai la possibilità di apportare grossi contributi innovativi. Ho più volte preso posizione contro i partiti ed appena mi sarà possibile farò lo stesso contro le associazioni di pensiero che ricalcano essenzialmente lo stesso schema strutturale. Infatti è mio parere che le associazioni di pensiero siano per lo più dannose. Un tempo, in cui l'individuo da solo poteva ben poco, potevano forse anche essere necessarie, ma oggi, grazie ad Internet, ne possiamo e ne dovremmo fare a meno, privilegiando l'apporto individuale indipendente a quello di squadra. Se ci pensassimo un momento vedremmo che la maggior parte dei problemi d'oggi deriva in gran parte proprio dalle vecchie esistenti aggregazioni di pensiero che, concentrate sui loro tradizionali percorsi intellettuali, rifiutano ogni innovazione, quindi anche le informazioni ed idee che a noi modernizzatori sono care. Ben vengano le associazioni quando da soli non riusciamo a spostare troppo grandi pesi materiali. Ma quando si tratta di pensare e diffondere idee no, molto meglio farne a meno ed anzi affermare il principio che l'unione fa sì la forza ma non l'intelligenza. L'intelligenza la fanno gli individui, la sensibilità più fine essendo privilegio dell'individuo, certo non del gruppo. Perché: 1) la maggioranza è determinante in una votazione; 2) ma ha scarsa utilità nello stabilire la verità. Da parte mia, ad esempio, desidero sì che le mie idee si affermino ma non con la forza, non perché in mille ripetono lo stesso mio pensiero, bensì per la potenza stessa della loro logica. E così amerei tanto desiderasse chiunque altro. Pensate: oggi poche persone innovative ed oneste non riescono a far affermare il vero, l'evidente, il nuovo perché dall'altra parte c'è un esercito di teste di cargina che, senza studiare e senza riflettere affatto e tantomeno approfondire, si sono coagulate intorno a delle idee errate o quantomeno limitate o vecchie andando a costituire associazioni estremamente folte proprio per il basso livello che le contraddistingue. E poiché questa brava gente non ragiona ma fa forza non si riesce ad andare avanti. Perché allora proprio noi che vogliamo progredire dobbiamo ripetere questo stesso errore procedurale? Al contrario occorre guardare sempre lontano per cercare di scorgere gli effetti di quello che facciamo oggi. Costruiamo allora un mondo in cui la verità anche se espressa da individui soli si affermi facilmente perché dall'altra parte non vi saranno gruppi compatti di ignoranti bensì tanti altri individui tutti alla pari fra di loro e quindi disposti a cambiare idea non appena si mostrasse loro ragione sufficiente. In somma, scusatemi, perdonatemi, ma a mio pur irrilevante avviso vi sono molti più comuni interessi ed effetti positivi ad intervenire rimanendo da soli che col classico schema delle squadre associative. Per quanto riguarda l'aspetto della fattività, sarebbe a dire la capacità di iniziativa tipica di un'associazione, sta a noi riuscire a compiere ogni funzione svolta dalle tradizionali associazioni in nuovi moderni modi. Si tratta di cogliere questa necessità, di vedere quali sono le esigenze specifiche e reinterpretarle in modo al passo dei tempi. In somma è finalmente la rivincita delle persone semplici e solitarie sugli specialisti e gli ammucchiati. I quali vanno ricondotti e limitati ai loro specifici campi d'azione: gli specialisti nel loro specifico campo di competenza, gli ammucchiati quando si tratta di fare un grosso lavoro fisico. Gli olisti al contrario dovendo divenire i protagonisti della nuova cultura. (una lettura: http://senza-olisti-siamo-finiti.hyperlinker.org/) Ed allora cerchiamo di muoverci insieme ma ognuno per suo conto su alcune direttive principali. Occorre innanzitutto: - frugare dappertutto alla ricerca di quanto è già stato fatto e può essere condotto con noi nella Nuova Era (eh sì, bisogna decidere di fare un salto anche temporale, bisogna passare da un'epoca ad un'altra, altrimenti che trasformazione profonda è? si veda allora tutto il lavoro fatto riportato in http://www.hyperlinker.com/tec/) Bisogna insomma analizzare, selezionare e dire: ok questa cosa la porto nella nuova era, questa no, non va più bene, quest'altra va rivista aggiustata e modificata, quest'altra non se ne parla proprio. - ricercare, scoprire, inventare tutto quanto di completamente nuovo c'è bisogno per compiere questo salto evolutivo sociale (e ce n'è di roba nuova da scoprire!). - studiare le varie forme di metamorfosi che avvengono in natura, individuando i vari elementi importanti, dando loro risalto e realizzando delle possibili similitudini nella realtà sociale da trasformare (un piccolo esempio: chi in questo momento sta lavorando aggiungendo il suo pezzettino all'opera complessiva si può quasi considerare un ormone della metamorfosi). - immaginare varie forme di metamorfosi anche nell'arte (non vedete che brutta arte si fa in questo periodo? addirittura quasi non esiste più l'arte! se si pensa alle vette del passato, ai contenuti e coinvolgimenti di certe opere musicali, pittoriche, scultoree viene da piangere a vedere la vacua inconsistenza di oggi; ci sono settantenni che ancora cantano amori adolescenziali, quando quarant'anni fa adolescenti cantavano temi immortali!). E così via sognando ... :) Ma come potrebbe essere il corpus di una società completamente rinnovata e potenziata? Per il mio modo di vedere le cose occorre rifarsi ad universali riferimenti elementari, come ad esempio l'equilibrio e l'armonia, i quali forniscono ad un corpus organico piena funzionalità e massima efficienza. Oggi siamo una società informe venuta su con totale approssimazione e sotto il vaglio di un antico disegno morale che da tempo ha finito il suo tempo. Siamo molto simili ad un informe bruco strisciante. Ciò che potremmo divenire dipende invece solo dalla nostra capacità creativa ed immaginativa ed è certo che interrompendo i contatti con la cultura superstiziosa e facendo invece ricorso ad una cultura positiva, illuminata, scientifica ed artistica allo stesso tempo potremmo trasformarci in un qualcosa avente la stessa bellezza di una farfalla potente come un elefante longeva come una tartaruga etc. etc. Similitudini zoologiche a parte :) per il mio modo di vedere le cose tra i primi tratti di una società che volesse spiccare il volo dovrebbero esservi: 1) attività economiche ripartite a metà tra pubblico e privato per riequilibrare il sistema e trarre il meglio dalle une e dalle altre; 2) pubblico impiego a rotazione per spazzar via la corruzione e l'ingiusto rapporto tra stato/padrone e cittadino/suddito, e per introdurre un'armonica rotazione sociale che riequilibri la presenza di specialisti, il sapere specializzato, con pari presenza di organicisti, con il sapere organico (in pratica oggi chi sa certe cose è costretto a tenersele strette per se senza riuscire a condurle ovunque serva, il sapere è confinato e non si spande; al contrario con l'armonica rotazione sociale il sapere circola nei differenti ambienti e finalmente i vari ambiti di lavoro possono fruire di conoscenze che oggi sono inaccessibili pur essendo utilissime e spesso indispensabili). Ah, dimenticavo: il lavoro minimo garantito è una delle ciliegine che derivano dall'introduzione delle due riforme qui sopra! Mentre il reddito da cittadinanza servirebbe esclusivamente per coprire i brevi periodi di disoccupazione tra un lavoro ed un altro. Un altro problema facilmente rilevabile ed altrettanto facilmente rimosso dall'armonica rotazione sociale è poi questo: "chi ha il potere non ha intenzione di cambiare strada e chi ne ha intenzione non ha il potere: per questo il tema del potere non andrebbe evitato e le azioni individali sobrie e virtuose non bastano" (così l'ho trovato perfettamente riportato da altra persona). E questo osservatore coglie proprio nel segno. E l'armonica rotazione sociale pone rimedio proprio a questo! Il nome stesso c'introduce alla essenza della sua funzione continuamente sovesciante le zolle sociali. (In verità l'armonica rotazione sociale serve anche ad altro: noi viviamo in un sistema dinamico, non statico ma continuamente mutevole. Qualsiasi organizzazione statica è incapace di interagire efficacemente con la realtà mutevole. Una organizzazione dinamica nel giusto modo com'è concepita l'armonica rotazione sociale fornisce invece quella plasmabile essenza necessaria a far fronte ad ogni imprevisto o problema e ad utilizzare ogni possibilità). Naturalmente questo non è che il supporto strutturale su cui poi costruire ogni genere di ulteriore avanzata organizzazione ... ![]() ![]() ### - quarta parte - ###Copyright © Laboratorio Eudemonia. Tutti i diritti riservati - Riproduzione vietata Sito Web attivo dal 30 - Versione 5.0 - Webworks by HyperLinker.com | |