Decroissance e Métamorphose

Decrescita e Metamorfosi - Seconda parte

Copyright © Danilo D'Antonio 18/05/39 - Tutti i diritti riservati - Riproduzione vietata




... Al contrario m'accendo e non mi spengo più quando penso al concetto di METAMORFOSI: una trasformazione così profonda della persona e della società umana al punto da renderli irriconoscibili.

Immaginate: tutto il male e lo schifo di oggi che si trasformano in qualcosa di meraviglioso!

Tutte le debolezze di oggi convertite in potenze, tutte le incapacità sovvertite in bravure!

Invece di esser costretti a trattare come oggi, in qualunque ambiente ci si trovi, con dei prepotenti che mai andranno d'accordo nemmeno tra di loro a causa della disonestà di ognuno, immaginiamo di poter avere a che fare con persone che la pensano già come noi sia perché non sono ignoranti e quindi sanno già tutto quel che c'è da sapere e che noi già sappiamo sia perché hanno messo da parte la vecchia cultura monoideista ed hanno abbracciato, stretti avvinghiati amandola e possedendola fin nel profondo, una favolosa cultura dell'infinito che tutto comprende e tutto accetta ed in base agli obiettivi elementi della situazione decidono infine per il meglio.

Sarebbe a dire una cultura scientifica ripulita dei suoi errori ed integrata da una corretta visione filosofica.


E siamo arrivati al secondo punto importante: perdonate, ma la decrescita cosa fa per fermare la superstizione?

Ha mai fatto qualcosa, sta facendo ora qualcosa, la decrescita, per mandare al museo il mostro superstizioso che pure è così responsabile anche dell'ipercrescita economica? (ricordate? cresceteee e moltiplicateviii!).

Se sì, gentilmente mostratemelo e tornerò ad amare i decrescenti.

Altrimenti vafferei una volta per tutte la decrescita sposando invece definitivamente la metamorfosi.

Perché il mutamento che occorre deve essere a tutto tondo, deve comprendere TUTTO quanto necessario, non quel solo aspetto che non ci piace, signorini e signorine ipnotizzati dai giustissimi mille discorsi sui diritti rivolti ai Paesi sottosviluppati e completamente dimentichi dei doveri cui dovrebbero mostrar premura coloro che vivono già in una democrazia.


E la metamorfosi infatti davvero non si regge su basi politiche. Non conta in quanti la pensano in un dato modo sbagliato.

La metamorfosi è superdemocratica, perché ad esempio è capace di una

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che è l'essenza stessa della partecipazione popolare elevata all'ennesima potenza dalla motivazione della ricompensa per le migliori idee. Allo stesso tempo si rende conto benissimo che:

1) la maggioranza è sì determinante in una votazione

2) ma ha scarsa utilità nello stabilire la verità

per la qual cosa le persone innanzitutto prendono l'impegno di smettere di essere prepotenti (mentre oggi dicono: noi siamo in tanti e se non la pensi come noi vedi che ti succede!) e divengono poi ragionevoli condivisori di conoscenza.

La metamorfosi si regge su basi scientifiche, logiche, razionali e soprattutto ragionevoli, quindi non dogmatiche nè politiche. Per la metamorfosi il buon senso è tutto. (Quel vecchio buon senso, mandato in esilio dai milioni di dotti esperti specialisti che s'arricchiscono sui nostri problemi, mai quindi potendo pensare di liberarci da essi, riacquista nella metamorfosi il posto d'onore).

Essa getta le basi per una cultura condivisibile perché universale. E quindi se n'enfiche delle tradizioni, le tratta sì con rispetto ma ne prende solo ciò che è bene e ragionevolmente condivisibile ed il resto lo ripone in un museo.


Ciò che provo a dire, e scusate il disordine di una chiacchierata informale, è che la metamorfosi non nasconde nulla ma pone tutto al suo giusto posto, tutto infine arricchendo ed impreziosendo. Mentre la decrescita vede solo l'economia e lì concentra tutto il suo lavoro, la metamorfosi al contrario evidenzia ed aggiorna tutto ciò che occorre e l'evoluzione economica è quasi solo la risultante finale del lavoro compiuto! L'economia della metamorfosi non è forzata dalla scarsità di risorse o dall'inquinamento bensì deriva da un generale completo processo di evoluzione/maturazione della società. Essa è una conseguenza, il frutto di un processo profondo, non certo di superficie.

Perché, invece di concentrarsi sul sintomo, si concentra invece sull'origine del male.

E guarendo il male guarisce infine il sintomo. Tutti i sintomi: pace, diritti, lavoro, ambiente, etc. ogni più grosso problema/sintomo d'oggi viene automaticamente risolto guarendo il male ch'è alla loro radice.

(Si tratta nè più nè meno del classico procedimento di guarigione olistica, altrimenti detta organica).


Ora: se per una limitata teoria della decrescita economica ci son voluti circa quarant'anni, per ottenere una completa teoria della metamorfosi occorrerà pure del tempo. Ma non poi così tanto, perché oggi abbiamo Internet (mentre la decrescita quando nacque non l'aveva, è vero: questo bisogna dirlo a sua pur minima discolpa, perché lo scibile non era facilmente accessibile, anche se certe cose si sapevano già bene) e molto lavoro in realtà è già stato fatto nel passato ed è pronto in attesa. Occorre solo ritrovarlo, dargli una lucidata perché aspetta da molto tempo, e poi metterlo insieme ed il gioco è fatto.

Molto altro lavoro è invece tutto da fare.

Complessivamente abbiamo tutti un'occasione fantastica!


Se noi tutti, invece di fissarci e di non cambiare idea (a proposito: l'avete comprato Focus?) ci predisponiamo ad evolvere insieme, aiutandoci reciprocamente invece di ignorarci o di ostacolarci, possiamo tirare fuori non solo una teoria della metamorfosi ma anche una relativa pratica adeguata.

Ed a questo proposito ci troviamo di fronte ad un altro aspetto importante, determinante della metamorfosi. Questa non si lascia emarginare, dovendo poi trovar rifugio nelle alternative. Al contrario essa si sostituisce completamente al vecchio e corrotto sistema sociale, economico, politico, religioso. Essa permette certo, per quella sua cultura basata sull'infinito, ogni libertà d'espressione ma non accetta più come risolutore il paradigma del rinchiudersi nelle nicchie e tantomeno quello del cinque per mille relativo al volontariato. La metamorfosi infatti non interviene alla foce dei malandati processi sociali bensì alla stessa sorgente di essi, rendendo del tutto inutile tanto il rifugiarsi in oasi di alternativa quanto il successivo quasi sempre inutile intervento dei pii volonterosi.

E nel determinare teoria e pratica, più sei una persona semplice e modesta, non imbastardita da una educazione di stato o da anni d'appartenenza a partiti ed associazioni di pensiero, più hai la possibilità di apportare grossi contributi innovativi ...



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