Decroissance e Métamorphose

Decrescita e Metamorfosi - quarta parte

Copyright © Danilo D'Antonio 18/05/39 - Tutti i diritti riservati - Riproduzione vietata




... Naturalmente questo non è che il supporto strutturale su cui poi costruire ogni genere di ulteriore avanzata organizzazione.


Tanto per dire un altro solo aspetto della metamorfosi che ci aspetta a braccia aperte, c'è poi "la politica dei punti certi". In pratica vi sono dei saperi, e delle conclusioni derivanti da saperi, che da tempo non v'è dubbio siano giusti, corretti, esatti. Solo che per la solita corruzione di cui qui vediamo una diapositiva:

di chi siam figli

tali saperi e conclusioni da essi derivanti non vengono condotte alla pubblica coscienza.

In pratica 'sta gente si prende il lavoro più comodo, fa solo una piccola parte del lavoro che dovrebbe fare, lo stipendio prendendoselo invece tutto e spesso anche di più, ed evita di riportare alle masse ignoranti i loro errori. In questo modo le masse peggiorano sempre di più (anche per via dei politici che li coccolano in ogni modo in cambio dei voti) proprio perché manca il prezioso apporto critico di chi dovrebbe loro fornire insegnamenti utilissimi ma difficili da presentare. Così la cultura di un popolo si limita a rimanere un'insulsa filastrocca ripetuta fin oltre la nausea.

Poco male per noi metamorfosari. Anzi! Perché la politica dei punti certi è un'altra miniera di diamanti per i ricercatori onesti i quali possono solo divertirsi un mondo a scoprirne in quantità!

(un esempio: il protocollo del nitore)

La politica dei punti certi una volta codificata ed avviata può farci avanzare così velocemente da stupirci come non mai. Si tratta solo di lavorarci su.


Ed un altro aspetto che non può non appassionarci tutti parecchio è il rapporto della metamorfosi con la legge universale.

La decrescita, come l'antica critica al consumismo, perché questa e null'altro essa praticamente mi appare (gentilmente, correggetemi sempre, nel caso sbagliassi), ad esempio attribuisce l'esclusiva responsabilità del male ai ricconi, ai capitalisti, alle multinazionali.

Anche la metamorfosi riconosce il male provocato dalle arroganti fauci degli straricchi. Tuttavia sa che questo è solo il sintomo, non il male. Contrariamente alle apparenze le multinazionali sono la superficie, non il profondo.

All'origine di tutto sta proprio quella legge universale su cui è impostata la realtà e che ci pone in continuazione gli uni contro gli altri. Ed allora la metamorfosi non ha paura di guardare in faccia la realtà e dà risalto non alla dichiarata (dai preti) bontà assoluta degli dei bensì alla loro ben maggior cattiveria ed infinita crudeltà. Per questa ragione invece di concentrarsi direttamente sugli agenti economici affronta le leggi che governano il mondo e studiandole ed amando sempre il carattere infinito della realtà, dovizioso fornitore di possibilità, trova il modo per rimanere costantemente su quella stretta striscia salva tra un versante di disgrazie e l'altro.

Vedi ad esempio la proposta dei patti di autocontenimento


Ma soprattutto la metamorfosi, individuato il senso generale della vita, l'esatta sintesi simbolica dei vari processi vitali, fornisce all'umanità uno scopo così valido, nobile, appassionante e stradivertente da restituire energia e coraggio ad ogni essere umano ...


Ma s'è fatto tardi. Sarà bello scoprirlo insieme questo appassionante scopo. Intanto pensiamolo come ad un gioco, il più coinvolgente gioco che ci possa capitare. Perché la vita non è altro che una sceneggiatura. Ed a noi metamorfosari sta l'allegro compito (allegro perché siamo onesti ed abbiamo quindi la coscienza linda e comunque vada rimarremo sempre in pace con noi stessi) di rimuovere la vecchia scemeggiatura sostituendola con un romanzo senza fine la cui trama ci piaccia al punto da leggerlo senza mai staccarne gli occhi.


Anzi, a questo proposito, riguardo al lavoro che abbiamo da fare tutti insieme (naturalmente ognuno per suo conto, senza associarsi) mi si permetta di aggiungere un'ultima osservazione.

Spesso una persona di cultura esita a far ciò che si deve perché teme di non essere ricompensato per questo suo lavoro. Per questa ragione essa si dedica a ben altro, preferendo il guadagno certo ed immediato proveniente dalla propalazione di idee già ampiamente accettate, facilmente arretrate, quindi inutili, spesso dannose.

(Come non capirli? Mica c'è già disponibile il mercato delle innovazioni sociali )

Ed allora ragioniamo. Per quale ragione precipua pensate che l'umanità abbia sempre sofferto e tuttora soffra estesamente e fortemente? Essenzialmente perché è tonta e si compiace di questa sua tontità disdegnando a lungo le buone idee. Essa anzi ha lasciato morire tantissime persone senza aver dato loro alcuna ricompensa per il grande lavoro da esse compiuto. Tanti grandi pensatori sono stati addirittura uccisi dall'umanità ignorante, quindi feroce. E dopo aver compiuto questi crimini essa si è appropriata del lavoro fatto da quegli indomiti ideatori, dopo la loro scomparsa non avendoli più potuti ripagare in alcun modo.

La successiva, postuma fama e gloria loro concesse essendo state persino un insulto all'ostracismo, alla fame ed al freddo che essi spesso patirono pur di continuare sulla retta via che essi soli vedevano.

Possiamo stupirci se il destino dell'umanità è caratterizzato da così grande sofferenza? E che altro destino possono avere i farabutti ed i ladri? Perché tali sono coloro che non premiano coloro che vanno premiati mentre giungono perfino a privarsi di qualcosa pur di ricoprire d'oro gli ignobili!

Allora impara, indegna umanità, che in natura vige ed è sacro il duplice principio del necessario premio a chi giunge per primo ed a chi ha lavorato. E se disattenderai il sacro dovere di dare un premio a coloro che primi son giunti e lungamente hanno lavorato continuerai a soffrire per l'eternità. Togliti quell'ignorante sprezzante orgoglio di dosso che ti impedisce di riconoscere subito le buone idee distinguendole dalle cattive. E trova poi i modi giusti per premiare subito le buone idee, permettendo così pure ai loro autori di continuare efficacemente la loro opera. E così facendo smetterai di soffrire.


Quindi a tutti voi che esitate nell'intraprendere rette riflessioni temendo di non venirne ripagati: lavorate tranquilli, in un modo o nell'altro avrete piena soddisfazione. O sarete ricompensati per il vostro buon lavoro o comunque saprete che coloro che in seguito tenteranno di derubarvi di esso di fatto non se lo godranno, perendo invece miseramente come meritano. Giustizia comunque sarà fatta.

Godetevi dunque la tranquilla gioia di addentrarvi in quei rigogliosi territori pieni di fantastiche ricchezze e sorprese dove nessuno prima si è spinto.


Un caro saluto, felici ricerche, danilo d'antonio



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