Breve considerazione sullo stress
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Viviamo sicuramente in un'epoca in cui la stragrande maggioranza di noi è soggetta a fenomeni che provocano spesso evidenti segnali di stress. E' senza dubbio cosa buona intervenire a livello personale per imparare a gestire al meglio le situazioni pesanti e stressanti in cui la vita oggi spesso ci conduce. Vi sono miriadi di tecniche psicofisiche, anche di semplice assimilazione e pratica, che possono aiutarci in questa direzione, il Training Autogeno essendo forse proprio una tra le più valide. Sarebbe anche bene, però, e forse perfino doveroso, considerare il problema anche in una dimensione più ampia, che oltrepassi l'individuo per giungere fin nella sfera sociale.
Infatti oggi, se ci sentiamo "stressati", tendiamo subito a rivolgerci ad uno specialista, del corpo o della mente, per farci suggerire uno dei tanti metodi di gestione ottimale dello stress, o ci rivolgiamo direttamente a noi stessi, ponendoci alla ricerca di un metodo personale, magari dopo aver letto e studiato anche molto. Sicuramente è un buon inizio, tuttavia, molto probabilmente questo approccio al problema non basta. Questa prima fase, attraverso la quale la persona può riprendere le proprie forze, dovrebbe essere preludio di un più vasto processo di trasformazione.
Dobbiamo ricordare che segnali evidenti, come quelli che normalmente definiamo frutto di stress, intendono farci rivolgere l'attenzione verso una determinata causa che è poi proprio all'origine di quello stesso stress. Ora: se noi ci limitiamo ad imparare a "digerire" meglio il sintomo prodotto dalla relativa causa, senza però affatto intervenire su quest'ultima, cadiamo inevitabilmente in un errore di trascuratezza. Il sintomo infatti non va trascurato o peggio soffocato, bensì va perfino ringraziato per l'utile indicazione che ci sta fornendo. Esso ci segnala con tutta probabilità un malfunzionamento a vari livelli cui occorre necessariamente prestare attenzione per poterlo sanare.
Se, ad esempio, dopo essere vissuti in mezzo alla folla per anni --pensiamo a chi fra noi lavora in un supermercato-- ci sentiamo addosso diversi acciacchi psicofisici, può non essere soltanto inutile curare il nostro stress facendo training autogeno: potrebbe perfino giungere ad essere dannoso! Occorre invece considerare la situazione a livello globale e mettere in atto tutta una serie di strategie più complesse tese a mutare radicalmente sia la propria situazione particolare che magari anche quella sociale, più in generale. Ad esempio, potrebbe essere utile sviluppare nuove capacità che permettano di cambiare ruolo od addirittura cambiare occupazione. Come potrebbe magari essere utile intervenire all'interno della ditta presso cui si lavora per creare situazioni più sane.
Se dopo anni di attività lavorative condotte in strutture non sempre aventi un senso corretto e non sempre sane --pensiamo a chi fra noi non ha trovato di meglio che pavidamente rifugiarsi a vita nella pubblica amministrazione-- ci sentiamo di vivere una vita senza senso e per questo cadiamo in depressione, potrebbe essere inutile, anzi perfino dannoso, ricorrere ad uno psicologo od altro rappresentante, magari dello stesso istituto governativo, il quale ci aiuterà probabilmente ad integrarci meglio all'interno della struttura lavorativa, ritardando solamente il momento in cui avverrà in noi lo scoramento ed il crollo totali. Occorre invece sviluppare nuove capacità che permettano di cambiare o metodo ed attività all'interno della stessa struttura, contribuendo a trasformarla creativamente, positivamente, o cambiare radicalmente occupazione.
Se dopo anni di competizione esacerbata --pensiamo ai commercianti di vario livello od alle classi manageriali in particolare-- o di attività lavorativa in ambienti infidi --pensiamo a quanti lavorano nei tribunali-- ci sentiamo spossati e privi del minimo sentimento umano, non sortiremo di sicuro granchè e non dormiremo certamente meglio la notte solamente bevendo tisane e facendoci fare massaggi. Occorre anche qui riflettere lungamente sugli ideali, i metodi ed i fini ultimi dell'individuo e della società e prendere poi una decisione che sia risolutiva.
Insomma: l'attenzione e l'intervento sull'individuo di sicuro sono ottima cosa, ma, come ci insegna la teoria olistica, per una efficacia mantenibile nel lungo periodo occorre prendere seriamente in considerazione l'idea di cambiare con decisione la rotta che stiamo percorrendo, indirizzandola verso orizzonti più luminosi.
Sempre relativamente allo stress, non dimentichiamo inoltre che l'epoca in cui viviamo ne è particolarmente generosa causa l'elevata densità della popolazione e causa l'accresciuta capacità generativa di segnali che questa è in grado di emettere. Tanto che, a riprova di ciò, una persona stressata non va di sicuro ad una partita di pallone a san siro od in piazza san pietro di domenica per cercare di rilassarsi, ma ce la metterà tutta per trovarsi un angoletto di mondo tranquillo e solitario. Ed anche qui, purtroppo, sarà dura trovare anche un solo psicologo, un solo medico, ma in generale un qualsiasi specialista che abbia subìto un lungo processo di acculturazione, titolazione, nobilitazione e remunerazione presso un istituto scolastico od altra istituzione governativa o tradizionale in genere, che metta in risalto questo importante lato della faccenda. Per nient'affatto: essi si limiteranno a suggerire di fare un po' di sport, a dare una pasticchetta, perfino a consigliare del reiki, ma mai, mai si degneranno di approfondire il problema, mai alzeranno gli occhi dal loro prezioso ricettario, mai potranno definirsi "socialmente responsabili", intraprendendo una ricerca ed una conseguente azione personali, mai lanceranno avvisi sul problema, da tempo non più incombente ma endemico, della sovrappolazione! Come un gregge di lanose ed a-cerebrali pecore si limiteranno a seguire le direttive del ministro di turno.
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I motivi di questo stato di cose sono molteplici e complessi almeno quanto evidenti, ed ognuno dovrebbe rifletterci un po' sopra, ma quel che è certo è che bisogna ringraziare lo stress, bisogna benedirlo, bisogna proteggere questa capacità dell'animo umano di percepire quanto ci avviene intorno: poichè lo stress non è altro che il grido del nostro animo straziato dagli errori che commettiamo.
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 da un lavoro sperimentale di Peter Sharpe © per gentile concessione dell'Autore.
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| Dedicato a tutti coloro che persero la salute se non la vita per il comportamento aridamente, pigramente, rigorosamente professionale dell'esperto cui si rivolsero, salute e vita che avrebbero potuto invece essere salvate da una qualsiasi persona semplicemente ma poderosamente animata da amore per la verità, passione, coraggio e buon senso, e che tramite queste avesse cercato di aiutare a far vera chiarezza. |
 
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