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manuale strategico per l'Arcipelago Progressista Copyright © 14/11/40 Danilo D'Antonio - Alcuni diritti concessi - Original Carissimi Progressisti, permettetemi di dire che abbiamo di che esultare! Dopo decenni di blocco dell'evoluzione sociale ed umana, oggi possiamo affermare con bastante sicurezza che gli abbagli, gli inganni, le menzogne, le omissioni, che ottenebravano la visione dell'ampio Arcipelago Progressista ed impedivano una sua azione efficace, sono state finalmente rimosse. Davanti ai nostri occhi si apre un percorso strategico del tutto nuovo, avente grandissime possibilità di realizzare una società evoluta: libera, equa, solidale, salvando così il mondo dall'aggressione "capitalista". Vi prego, concedetemi la seguente esposizione. 1° Punto La società va inevitabilmente ricostruita partendo dal suo CENTRO. Non si può pretendere di ricostruire una società partendo dalla sua periferia. Sarebbe come voler apporre finestre o costruire un tetto senza aver prima eretto fondamenta e mura. Ebbene: il centro di una società democratica coincide esattamente con la sua Funzione Pubblica che a sua volta, nel suo più piccolo centro, ha il Governo. Il Governo, pur non essendo per ora popolato dalle persone giuste, è comunque già sottoposto alla regola democratica: la periodica restituzione al popolo delle sue cariche tramite il rinnovo elettorale. Al contrario la Funzione Pubblica non è ancora mai stata resa democratica. I suoi ruoli non vengono periodicamente restituiti al popolo, come dovrebbe avvenire in una Res Publica, ma accaparrati a vita da una minoranza che, piagnucolanti precari pubblici prima, incapaci di svolgere una qualche attività per proprio conto, appena assunte, appena preso il potere (perché questo essi vogliono in verità!) si trasformano immantinente in fedelissimi, ciechi, sordi, muti, autoritari servitori di politici a loro volta al servizio dei più ricchi del Paese e del Pianeta. Carissimi Progressisti, la società va in malora proprio perché la sua Centralità è fortemente compromessa dalla regola antidemocratica dell'assunzione a vita nei ruoli di ciò che, dopo il gran bene della verità, è il più fondamentale tra i beni comuni: la Funzione Pubblica, ché gestisce ogni altro bene della Collettività. Ora, vi prego, attenzione. Non è possibile costruire una buona società operando sulla sua periferia, sarebbe a dire intervenendo sull'economia dei privati. Se la Centralità è e rimane marcia, è del tutto inutile qualsiasi migliorìa operata all'esterno. Sarebbe come fare una bella confezione, un bel pacchetto, avvolgendola con una carta a fiorellini ed un fiocco di seta, ad una patata marcia. Pensiamo ad esempio alle "banche etiche": esse vanno costruite innanzitutto all'interno della Funzione Pubblica. Costruirle all'esterno non cambia nè mai cambierà la Centralità antidemocratica e corrotta della Funzione Pubblica, la quale opera pure una grande influenza nella scelta delle persone destinate al Governo. Invece, realizzando una o più banche etiche dentro la Centralità, le banche private saranno costrette a confrontarsi con esse adeguandovisi. E' la Centralità il fulcro della società. Non i privati. Questo è importante capire. Quindi: se davvero vogliamo vedere realizzato il mondo dei nostri sogni, se davvero ci teniamo, se per noi esso è importante quanto l'aria che respiriamo, dobbiamo per prima, primissima, primissimissima cosa rivolgerci a quelli fra noi, all'interno del Movimento e vasto Arcipelago Progressista, che sono STATALI. Bisogna aiutare costoro a prendere coscienza che, pur magari essendo in buona fede (cosa molto difficile, ma concediamoglielo), pur non essendo corrotti in modo eclatante, il loro semplice essere lì, assunti a vita nei ruoli del più sacro tra i Beni Comuni, sostiene e rende inamovibile l'arcaico apparato autoritario statale, di conseguenza mantenendo ben grasso il male del mondo. Carissimi Progressisti, ovunque sulla Terra gli statali accaparrano i ruoli della Centralità contro ogni principio democratico. E quanto si legge sulle cronache, di cui qui riporto solo qualche titolo inerente fatti delle nostre parti: http://www.hyperlinker.com/change/di_chi_siam_figli.htm non è che la cima di un immenso iceberg sommerso, invisibile ma più che esistente e quotidianamente tragicamente operante. Capite, carissimi Progressisti? Prendersela con i potenti ed i ricchi è inutile, ci fa perdere tempo e ci svia dalla più giusta ed urgente delle cose da fare. Non serve a nulla cercare di aggiustare l'economia privata se prima non mettiamo a posto l'economia pubblica. Tantomeno possiamo pretendere che l'economia privata debba soddisfare più che giuste esigenze di equità e solidarietà che non possono non competere invece all'economia pubblica! Rivolgiamoci dunque a tutte quelle persone, soprattutto docenti universitari e statali in genere, i quali pretendono d'essere d'esempio e guida nel processo evolutivo della società. Ebbene: si capisca una volta per tutte che se si è statali non si è, non si può, essere progressisti! Questo è quanto dobbiamo aiutarli a capire. Non è necessario che si dimettano. Non si richiede loro il sacrificio di rimanere senza un reddito. Benché, cazzarola, due soldi se li potrebbero pure essere messi da parte in decenni (trascorsi a recitare la parte dei rivoluzionari) di comodi stipendi fissi pagati dalla Collettività. Invitiamoli semplicemente a dichiararsi pubblicamente favorevoli ad un: http://Equo-Impiego-Pubblico-a-Rotazione.hyperlinker.org Null'altro occorre al mondo per evolvere. Immaginate se la caterva di docenti universitari finto-progressisti e tanti altri statali che oggi si spacciano per nostri amici, per amici del popolo, ma ancora non lo sono per davvero, si alzassero in piedi a dire: "Ebbene sì, la Funzione Pubblica, essendo la più gran parte della Centralità, attorno alla quale gira tutto il resto della società, va corretta prima d'ogni altra cosa. La Funzione Pubblica è, dopo il gran bene della verità, il Bene Comune più importante, perché gestisce ogni altro bene della Collettività". Carissimi: pensate forse che il giorno dopo, che ciò fosse successo, il mondo sarebbe ancora lo stesso di sempre? Non potrebbe esserlo. Nessuno strapotente o straricco potrà più far nulla per fermare il progresso, non essendo più circondato da fedeli scagnozzi. Non potendo più godere di un ETERNO IMPOSTO RISPETTO, dovranno guadagnarsi la nostra COSTANTE SPONTANEA STIMA. Esultiamo allora, carissimi Progressisti! Perché finalmente abbiamo trovato il blocco, l'inghippo, l'intralcio, il fossato di sbarramento, la muraglia a protezione del male, ciò che letteralmente impediva l'evoluzione sociale ed umana. E siamo fin d'ora allegri e soddisfatti perché ormai, con una buona linea strategica, nulla più divide il nostro impegno dal successo. 2° Punto Ed ora un altro punto importante, vitale. Quel "capitalismo" contro cui ci hanno scagliato tutti quei professoroni, quei tanti docenti universitari, quegli statali che si sono finti nostri amici, in realtà ha una consistenza, una concreta materia, e muove da cause, che sono tutt'altra cosa rispetto a ciò che ci è stato detto ed abbiamo ascoltato in decenni d'impegno civil/socio/politico. Vi prego, magari riposiamoci un pochetto, facciamoci un goccio di rhum, ma concedetemi poi ancora qualche parola. Il cosiddetto "capitalismo" è una forma di economia che nasce e si afferma in modo del tutto spontaneo, come un qualsiasi altro fenomeno naturale, su quei pianeti che, essendo ancora sottomessi alle irragionevoli influenze dei superstiziosi ed alle omissioni degli statali e dei tanti parastatali della politica e dell'associazionismo, vedono una popolazione di esseri inconsapevoli, tenuti all'oscuro di tutto, crescere velocissimamente, con un gradiente di salita pari a quello della curva che descrive la crescita demografica umana sulla Terra: http://spg.hyperlinker.org E' la velocissima crescita del numero dei lavoratori e dei consumatori a causare e rafforzare il raffazzonato fenomeno del "capitalismo", con tutto quel che v'è connesso, dall'inquinamento all'esaurimento delle risorse. Riflettete: sarebbe mai potuto esistere un "capitalismo" se non vi fossero stati lavoratori e consumatori in continuo abnorme aumento? E chi avrebbe mai riempito fabbriche e mercati? Che forse una economia può realizzarsi da sola, senza lavoratori e senza consumatori? In verità il "liberismo" è stato un fenomeno semplicemente conseguente ai due punti che stiamo qui considerando. Permettiamo alla nostra mente di ampliarsi a sufficienza da vedere il grandioso fenomeno per intero. Capite dunque ora quel ch'è successo? Quella enorme, orripilante economia privata, che tutto ha sopraffatto e tutto s'è mangiata, nasce in conseguenza di questi due punti, di questi due problemi mai affrontati, manco avvicinati, messi insieme: - le popolazioni crescono con una velocità tale che il fenomeno merita la definizione di "bomba demografica", - le Centralità dei vari Paesi del mondo non sono realmente democratiche, quindi nemmeno efficienti, ciò che ne risulta è esattamente il mondo come lo viviamo oggi. Cerchiamo di capire per bene. I nostri cari docenti, professoroni FINTO-PROGRESSISTI/AUTENTICI-STATALI hanno indirizzato la nostra attenzione contro i ricchi e potenti non tanto perché fosse opportuno od utile ma per uno scopo per nulla onorevole: in modo da evitare che noi tutti, piccoli agenti evolutivi o semplici cittadini, rivolgessimo i nostri sguardi verso la Funzione Pubblica, sarebbe a dire verso i "loro" posti fissi e redditi assicurati a vita, nonché i connessi indebiti privilegi d'ottocentesca origine. Capite? Erano e sono ancora oggi soprattutto gli statali a costituire la nera muraglia che divide noi cittadini dalle verità e quindi dalle giuste contromisure e dai corretti comportamenti. Pensate ai tanti convegni e seminari che ci siamo sorbiti fino ad ora: chi li teneva, chi li tiene ancora oggi soprattutto? Proprio degli affigliati a quella stessa casta di statali che si frappongono fra noi ed i ricchi e potenti proteggendo sempre questi ultimi. Ora: se pacificissimamente, legalissimamente, civilissimamente facciamo cadere il muro dello statalismo, dell'assunzione e fidelizzazione a vita, tutto inizierà finalmente a funzionare per bene, come si deve. Le popolazioni, partecipando non solo alle decisioni (come vorrebbero gli statali) ma anche alle mansioni pubbliche (com'è giusto sia), potranno finalmente apprendere e capire di essere corresponsabili di tanti loro guai e quindi autoresponsabilizzarsi cambiando la loro morale, innanzitutto quella riproduttiva, senza necessità di leggi costrittive o proibitive. Senza necessità di statali COMANDO-TUTTO-IO-E-REPRIMO-QUANTO-MI-PARE. Signore e Signori, carissimi Progressisti, grazie ad Internet (e solo ad essa) oggi possiamo comunicare direttamente tra noi e queste verità e fondamentali esigenze dell'umanità e del mondo riescono finalmente a raggiungervi. Ora sappiamo per quali precise cause e su quale asperità il progresso sulla Terra s'era fermato. Rivolgiamoci a chi pretende di essere nostra guida, o nostro compagno, continuando però a far parte del marcio sistema autoritario imperante. Guardiamoci intorno a verificare quanti e quali statali sono nel Movimento e chiediamo loro: Che vogliamo fare? Da che parte volete stare? Dalla parte del popolo o dei signori? Decidetevi. Facciamo questo, giungiamo, tutti noi cittadini, a partecipare a rotazione, purché competenti e desiderosi di farlo, alle mansioni della Funzione Pubblica, ed ogni guaio che provasse ancora a nascere lo risolveremo prima di subito. Nessun potente o ricco potendosi più permettere di fare alcunché di male. Ringrazio ed abbraccio tutte le persone semplici, di buoni, genuini, puri sentimenti come i miei.
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