V i t a !
ovvero: demografia dinamica Pur strano che possa apparire, l'umanità può benissimo esser vista come una sorgente di energia. In quest'ottica, come due ciocchi di legno stentano a prendere fuoco in un camino, anche gli umani, fintantoché sono rimasti pochi, hanno incontrato difficoltà ad accendere la fiamma di ciò che essi chiamano "economia". Ma, una volta cresciuti di numero a sufficienza, questa loro economia ha iniziato ad ardere forte. Accatastandosi ogni giorno di più, gravando sempre più l'uno sull'altro, interagendo vieppiù serratamente tra loro, gli umani sono giunti ad infiammare un focaraccio così grande da essere visibile perfino ben lontano dallo Spazio. L'umanità oggi è ancora giovane, deve ancora prendere dimestichezza con questa sua capacità di crescere e far fuoco. Anzi, non avendone piena coscienza, essa sta rischiando molto, per consunzione di se stessa, della biosfera del Pianeta e delle complessive sue risorse. Ed in vero si tratta di un rischiar TUTTO per NULLA. Se l'umanità non ridurrà presto la pressione demografica che complessivamente lascia gravare su di sè, originata da quel complesso insieme di interazioni che tutti scambiano con tutti e che è la prima causa dell'abnorme fuoco economico sviluppatosi in questi ultimi decenni, presto rimarrà ben poco a ricordare le vette raggiunte, poiché le fiamme bruceranno ogni cosa, inorganica o vivente, che incontreranno. E si avrà voglia a gettar l'acqua della miseria, della sobrietà, della decrescita, sul fuoco dell'economia! Questa crescerà comunque oltre il dovuto, perché gli umani, il cui ideale di scienza coincide ormai anch'esso con il concetto di sfruttamento ad oltranza, di fronte all'ostacolo della scarsità di risorse, pur di soddisfare la propria aggressività riproduttiva e voracità industriale, s'inventeranno e faranno di tutto. Pressandosi sempre più l'uno contro l'altro, manterranno quel loro fuoco ad ardere molto al di sopra dei limiti imposti dalla natura, fino a completo esaurimento di quest'ultima. In verità il fenomeno economico umano ha diverse similitudini con quello che genera il Sole. La tremenda pressione dovuta al peso della stella che ricade per gravità su se stessa dà l'avvio ad una reazione a catena ed accende quella immensa luce che infine energizza l'intero sistema dei pianeti. Allo stesso modo è la stessa nostra pressione demografica che, per il tramite dello sviluppo tecnologico, fa scatenare le alte fiamme dell'economia umana. In una indivisibile, stretta, compatta alleanza, moltitudini di noi stessi, scienziati ed ignari, ricchi e poveri, forti e deboli, stanno alacremente lavorando all'accensione di una piccola stella antropica. Il Sole, in un suo complesso modo, riesce parzialmente a gestire la sua economia, riducendo la pressione della sua materia con una retroazione, tramite una azione in sensibile risposta ad una causa. In questo modo esso impedisce l'esplosione e può mantenersi in condizioni di salute per lungo tempo, creando uno stabile ambiente per i pianeti su uno dei quali può così fiorire la vita biologica. Anche noi umani potremmo fare altrettanto, anzi meglio. Possiamo imparare a gestire il nostro fuoco economico dosando concretamente la nostra pressione demografica, imparando quindi a limitarci nel riprodurci. Così facendo possiamo preservare dall'esaurimento noi stessi e le risorse del pianeta, in modo da rendere lungamente disponibile la nostra energia così come lo è quella del Sole. Anzi cercando di far perfino meglio. Il Sole infatti non ha la possibilità di ridurre realmente la pressione che genera la sua energia bensì si limita a farlo con un artificio. Per questa ragione esso illumina, sì, l'Universo ma contemporaneamente non può evitare di consumare alla lunga se stesso. Al contrario noi umani disponiamo di ben maggiori mezzi di percezione e di intervento e possiamo riuscire a determinare giorno dopo giorno una dinamica pressione ottimale che ci permetta, sì, di far ardere vivace la nostra economia senza tuttavia condurla all'eccesso in modo che nessuno, noi per primi, abbia a soffrirne. Allo scopo di passare da una economia OMNIDISTRUTTIVA ad una OMNINUTRITIVA. Allo scopo di godere, noi per primi e l'intera vita sulla Terra, di un lungo sereno percorso. Allo scopo di mostrare all'Universo che siamo in grado di comportamenti congrui, complessi e redditizi ancor più di quelli della nostra stella. Per tutto ciò e molto altro ancora, occorre apprendiamo il dosaggio di quella pressione demografica che tutti insieme esercitiamo su noi stessi. Dopo averla lasciata tanto a lungo crescere, ora occorre diminuire tale pressione. E sottoponendoci pure a meno contingenze, a meno tragedie, a meno urgenze, potremo evolvere culturalmente, moralmente, socialmente, tecnologicamente con molta maggiore efficacia, riuscendo a far rendere noi stessi e le risorse naturali ben oltre quanto attualmente siamo in grado di fare. Così come quando guidiamo un'auto ci guardiamo bene dal premere di continuo l'acceleratore ma lo dosiamo in base alla strada ed alle altre esigenze di percorso, allo stesso modo occorre facciamo con la nostra pressione demografica, quindi con quell'insieme di complesse e potenti interazioni, consapevoli od inconsapevoli, cui vicendevolmente ci sottoponiamo. Si tratta solo di introdurre questa sensibilità nel nostro impianto comportamentale. Si tratta di imparare a rallentare dopo essere partiti con grande accelerazione. Si tratta di prendere coscienza dell'esistenza di questo reostato modulatore e del fatto che la strada che abbiamo davanti può esser lunga, molto lunga. Dopodiché nulla ci potrà più fermare e ci potremo pure godere le gioie del viaggio! Come sulla Terra, dappertutto nell'Universo è in atto una incessante e spietata corsa evolutiva. Dosando la nostra pressione demografica, conducendo noi stessi ad un ottimale rapporto tale che anche il nostro prodotto ne benefici, possiamo evolvere con abilità veloce a sufficienza ed oltre da non farci temere nemici. Lunga vita, allora, umanità, lunga e gioiosa vita, all'insegna della consapevolezza e della rettitudine! Danilo D'Antonio Laboratorio Eudemonia Note: 1) Quando auspichiamo una riduzione della pressione demografica, intendiamo per il tramite di vasti interventi culturali, mai con leggi, obblighi e divieti, bensì creando una nuova cultura, con canzoni e poesie, barzellette e vignette, cinema e letteratura, tale che divenga di moda NON far figli. 2) Dando per sufficientemente buono quanto sopra ed attribuendo una necessaria importanza all'economia dell'organismo umanità, ne deriva che la PRESSIONE DEMOGRAFICA è l'elemento da determinare prioritariamente. Da questa potrà essere poi ricavata la densità demografica ottimale a livello globale e nei vari ambiti locali. Infatti la pressione demografica non dipende esclusivamente dal numero degli umani ma anche dal loro sviluppo economico/tecnologico. 3) Gay-Lussac diceva che a volume costante la pressione di un gas cresce in modo direttamente proporzionale all'aumento della temperatura. Parafrasando con estrema libertà, diciamo: a territorio costante la pressione demografica cresce in modo direttamente proporzionale allo sviluppo economico e tecnologico, sarebbe a dire al numero delle interazioni che ce ne derivano. Da questa relazione possiamo pur solo indicativamente derivare le conseguenze che ricaveremmo da un nostro intervento sul sistema. 4) La relazione di Gay Lussac qui riportata ci rivela la vera essenza del fenomeno della crescita economica ad oltranza. Il tanto vituperato "capitalismo", la tanto osteggiata sua espansione, ha in realtà un responsabile in particolare: l'ipercrescita demografica. All'interno di un sistema chiuso come la Terra, l'ipercrescita della popolazione causa una ipercrescita della pressione demografica. Direttamente proporzionale a questa avviene l'ipercrescita economica. Di fatto i "capitalisti" non sono più colpevoli della rovina del mondo di quanto lo sono coloro che hanno impedito lo sviluppo della consapevolezza demografica, tale che non si è potuto far sì che la popolazione non aumentasse oltre una certa soglia di pericolo. Link: Gay Lussac e demografia Slow Population Growth Copyright © Laboratorio Eudemonia. Tutti i diritti riservati - Riproduzione vietata Sito Web attivo dal 30 - Versione 5.0 - Webworks by HyperLinker.com |