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Gay-Lussac sulla densità demografica
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Abbiamo già visto come alcuni ricercatori abbiano determinato l'impronta ecologica che un individuo, in base allo stile di vita che conduce, lascia sul territorio, e calcolato come per le necessità medie individuali europee di cibo, alloggio, trasporti, beni di consumo, servizi e quant'altro si usi per vivere, sia necessaria un'area compresa tra i 6 ed i 7 ettari. Già da argomentazioni di questo tipo è evidente come i nostri Paesi abbiano oltrepassato ogni limite (ricordiamo che in Italia ognuno dispone di una area di sole 0,52 parti di ettaro) raggiungendo una densità ben superiore a quella consigliabile.


In riferimento al fenomeno della sovrappopolazione, oltre ai problemi da essa indotti sull'ecosfera, sulla natura, vanno considerati anche gli effetti che essa induce sulla popolazione stessa: sui singoli individui così come sulla loro organizzazione sociale. Ed a questo proposito, può essere illuminante considerare gli umani contenuti in un territorio come si trattassero di molecole di un gas racchiuso all'interno di un recipiente. Le leggi che governano i gas sembrano infatti proprio quelle giuste per avere una idea, sicuramente vaga ma pur sempre dotata di un certo grado di validità, del destino che può attendere anche la popolazione italiana, oltre che europea e globale.


In particolare, dobbiamo considerare la relazione che lega il volume, la temperatura e la pressione di un gas: mantenendo il volume stabile, la pressione cresce col crescere della temperatura. Ricordiamo ora che la temperatura di un gas è strettamente collegata al movimento delle molecole che lo compongono. Un gas ha una temperatura più o meno elevata a seconda che le sue molecole si muovano più o meno velocemente. Riscaldando un gas, si verifica per l'appunto una accresciuta velocità delle sue molecole.

Ebbene, in questo momento storico, il problema principale per noi esseri umani sta proprio nell'elevato apporto di "calore", di energia cinetica, propriamente fisica, meccanica, od anche immateriale, come quella fornitaci da un ambiente virtuale, concessaci dall'elevato sviluppo economico e tecnologico, e nella conseguente accresciuta "temperatura" della nostra società. Ogni individuo dispone oggi di mezzi privati di trasporto e di strumenti di comunicazione, lavoro e divertimento che accrescono enormemente la sua attività, privata e sociale, e più in generale la sua mobilità, la sua vivacità, non solo fisica ma anche semplicemente telematica. E l'"energia" posseduta da ogni singolo individuo si somma fino a condurre la "temperatura" dell'intero sistema sociale a livelli esasperati.


Nei gas, crescendo la temperatura parimenti aumenta la pressione, agitandosi le molecole vieppiù freneticamente, colpendosi sempre più fortemente le une con le altre e perquotendo sempre più fortemente il contenitore stesso che le racchiude. Ed anche tra gli umani, crescendo la temperatura sociale parimenti aumenta la pressione, agitandoci tutti noi vieppiù freneticamente, colpendoci sempre più fortemente gli uni con gli altri e perquotendo sempre più fortemente il contenitore stesso che ci racchiude. Se per quanto riguarda i gas il contenitore coincide solo col recipiente fisico, in quanto le molecole sono disposte caoticamente nel suo interno, nel nostro caso dobbiamo considerare a rischio non solo il recipiente fisico, sarebbe a dire l'ambiente naturale, ma anche la stessa organizazione sociale che ci racchiude tutti.

Già da tempo è possibile osservare nella nostra società che ogni individuo è sottoposto ad una pressione tale da parte degli altri individui da riempire di pazienti gli studi medici e svuotare di medicinali le farmacie a causa delle numerose patologie derivanti dallo stress, come viene genericamente chiamata la pressione cui ognuno di noi è sottoposto, quasi per nascondere la sua origine oggi prevalentemente demografica. Ed egualmente ne soffrono l'ambiente e la società, entrambi sempre più destabilizzati da evidenti mali di ogni tipo.

Se, in una situazione come questa, mentre continua a crescere la temperatura, sarebbe a dire mentre sviluppo economico e progresso tecnologico avanzano, aumentiamo anche la massa del gas, sarebbe a dire il numero delle molecole, ovvero il numero delle persone, l'esplosione dell'intero sistema è certo. Moltiplichiamo tutto questo per il numero di Paesi affetti da sovrappopolazione e ipersviluppo economico e tecnologico e sediamoci in tranquilla attesa ad aspettare, di sicuro non molto a lungo, una fantastica esplosione planetaria!


Ricordiamo allora questa regola:

A VOLUME COSTANTE LA PRESSIONE DI UN GAS CRESCE IN MODO DIRETTAMENTE PROPORZIONALE ALL'AUMENTO DELLA TEMPERATURA.

Sarebbe a dire:

A TERRITORIO COSTANTE LA PRESSIONE DEMOGRAFICA CRESCE IN MODO DIRETTAMENTE PROPORZIONALE ALLO SVILUPPO ECONOMICO E TECNOLOGICO.


Se vogliamo evitare l'esplosione di un gas, dobbiamo preliminarmente lasciar defluire un certo numero delle sue molecole dal volume che le contiene, prima di riprendere a far salire la temperatura. Parimenti, se vogliamo esser certi di evitare la disintegrazione del nostro sistema, dobbiamo preliminarmente attendere che il numero delle persone, di una società come quella complessiva del pianeta, diminuisca per esser trascorso il naturale ciclo della loro vita, prima di tornare ad incentivare lo sviluppo economico e tecnologico.







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