Prima, una condizione di caotica, ribollente sovrappopolazione era perseguita a tutti i costi dai governi dei vari Paesi allo scopo di creare una pressione all'interno del proprio territorio tale da contrastare le pressioni esterne, se non proprio per poter invadere i territori altrui. E così i potenti facevano di tutto per far produrre figli a iosa ai propri sudditi anche se, anzi meglio se, da questi venivano subito abbandonati per le strade e condannati ad una qualche forma e grado di mala vita: erano proprio i tipi più adatti per essere lanciati e sacrificati all'attacco od in difesa.
Oggi non più. Quel furore riproduttivo è finito per sempre. Soddisfatta finalmente la necessità alla base di quella continua e generalizzata pazzia, firmati quindi i patti di non aggressione demografica, economica e tecnologica, ogni Paese ha potuto abbandonare le precedenti, impulsive e tragiche, politiche guerresche e dedicarsi a razionali e benefiche politiche di pace.
E così oggi nelle scuole, prima ancora di raggiungere la pubertà, vieni ampiamente fornito di consapevolezza sessuale e riproduttiva, nonché demografica. Ti rendi conto di come nella nostra storia abbiamo raggiunto con gran ritardo il traguardo di un benessere e di una pace stabili proprio per non aver voluto affrontare prima questo argomento.
Ricordo ancora, con piacere, il tempo delle divertenti vignette su quegli uomini di scienza trincerati nei loro posti fissi statali, mentre, sommersi ben oltre la testa dall'immondizia che aveva invaso il loro territorio sovrappopolato, con un ultimo flebile lamento spiravano, ancora lamentandosi: "non riesco a dimostrare scientificamente che c'è sovrappopolazioneee ...". Vili, codardi, canaglie! Per timore di perdere emolumenti avrebbero negato, anzi avevano propriamente negato per tutta la vita, la loro stessa esistenza di esseri dotati di intelletto.