Per fortuna, ad un certo punto, abbiamo deciso di comune accordo di metterci una pietra sopra: pressochè l'intera popolazione era coinvolta in situazioni magari legalmente, e perfino moralmente, perchè costume comune, ineccepibili, ma eticamente, filosoficamente del tutto riprovevoli. Solo pochi, pochissimi probi, costretti da sempre alla generale emarginazione, avevano rifiutato di partecipare al sacco globale e di essere parte della stoltezza collettiva. Per la qual cosa, sarebbero stati troppi coloro da condannare e troppo pochi coloro che avrebbero dovuto penitenziarli. E così abbiamo, di comune accordo, cancellato le responsabilità di tutti, a patto di ripartire secondo nuovi, corretti usi.
E stavolta il privilegio di decidere sul futuro della società è toccato anche a me. Non sempre son stati giorni facili. In fin dei conti, quando mi è stata consegnata la lettera di convocazione, ero appena tornato dal mercato popolare, dove ero e tornerò ad essere, se vorrò, venditore ambulante di fiori artificiali. Non ero e non sono un filosofo, un letterato, un qualche tipo di esperto, o chissà quale mente. E lo stesso dicasi, almeno generalmente, per quanto riguarda i miei colleghi, qui nel Centro Deliberativo. Ma ho, abbiamo scoperto tutti, che per far fluire la società in modo armonioso e felice, per risolvere i suoi problemi e per farle discernere le giuste scelte, non era necessario chissà quale astronomico titolo di studio e preparazione specialistica. Tutt'altro.
Ce ne avevano fatte credere di scempiaggini, quei delinquenti! Si erano illusi loro per primi, e poi avevano convinto noi, che per risolvere gli incredibili guai in cui ci eravamo andati a ficcare occorrevano soluzioni complicatissime, che solo grandi specialisti potevano concepire ed adottare. Farabutti! Gli specialisti si ficcavano invariabilmente tra te e la soluzione del problema, offrendoti, anzi: spesso imponendoti, naturalmente guadagnandoci, soluzioni complicatissime, molto spesso controproducenti, ed impedendoti di scorgere le soluzioni più genuine, naturali, semplici e risolutive. Essi divenivano parte integrante, nonché fattore alimentante, del problema.