A quel tempo non si aveva la minima possibilità di trattare la singola idea o proposta, ed in pratica l'unica preparazione, l'unica riflessione, l'unico studio, l'unica scelta di voto richiesta era in relazione ai vari, sfacciati volti di coloro che allora venivano definiti "leader politici": gente che non provava la minima vergogna a ricoprire i muri delle città con i loro innumerevoli manifesti nè le nostre menti con i loro faziosi ed inconsistenti discorsi. Si poteva solo scegliere una brutta faccia tra le tante che si proponevano, anzi: si spacciavano, come portatrici delle soluzioni dei vari problemi sociali e, peggio ancora, delle direzioni che la società, nella loro, di solito infinitamente piccola, ristretta, meschina mente, avrebbe dovuto prendere.
Era terribile: in pratica si trattava di appena un accenno, un giovanissimo embrione, di organizzazione democratica, la cui visione partecipativa invece di favorirne lo sviluppo paradossalmente ne affossava le giuste ambizioni. La popolazione si trovava in un tale stato di degrado umano, perseguito caparbiamente, costantemente, con tutte le sue forze, dalla quasi totalità della classe politica, per rimanere saldamente ai posti di comando sopra una ciurma ebete, che le era praticamente impossibile capire alcunchè e compiere le giuste scelte, anche perchè il più delle volte le questioni importanti venivano mantenute nascoste con la massima accuratezza e la più generale collusa omertà, e non se ne poteva nemmeno conoscere l'esistenza.
Era una democrazia grezza, rozza, che privilegiava ancora l'uso della forza, della pura forza bruta esercitata dal peso fisico, materiale, tranquillamente esprimibile in migliaia di tonnellate, delle masse delle varie fazioni. Essa era condotta con campagne propagandistiche tese non tanto a prospettare buone ragioni bensì a raccogliere il consenso elettivo della massa più ignorante, divenuta disposta a, anzi spesso proprio felice di, limitare il proprio esercizio democratico all'apposizione di una semplice "X" vicino al nome di uno dei tanti esponenti della classe politica su di una misera scheda elettorale. Vinceva, così, metodicamente le elezioni chi, magari pur non essendolo del tutto, si faceva più ignorante e tonto degli altri contendenti, e proprio per questa ragione riusciva a coinvolgere quanti più votanti ignoranti e tonti come lui gli era possibile rastrellare.