Compiendo il passo di assegnare a rotazione i ruoli d'interesse e proprietà collettiva, tutto, ogni singolo tassello del mosaico sociale trova il suo efficace e giusto posto. Successivamente all'affermarsi di un sano sistema comunitario automaticamente, senza la minima necessità d'intervento, si potrà affermare a sua volta una sana condizione del settore privato. Poiché se il privato vorrà competere col pubblico dovrà necessariamente adeguarsi ai rinnovati standard di quest'ultimo. Per contro il settore privato potrà contemporaneamente liberarsi dei tanti doveri ed oneri dei quali deve invece farsi carico il settore pubblico.
Pretendere che avvenga il contrario, pretendere che le alternative marginalità studiate dai perfidi baroni che si son finti nostri amici possano modificare un sistema retrogrado, è l'ennesima, ma stavolta l'ultima, mala azione di prof che hanno posto noi Terrestri in cattiva luce davanti agli occhi di un intero Universo.
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E' il nucleo economico centrale comunitario a dover offrire ampie garanzie ai cittadini. E' il nucleo centrale a dover garantire alla collettività, ad ognuno, un lavoro minimo assistendolo a sua volta con un reddito da cittadinanza. Al contrario l'area privata deve poter essere libera di assumere e perfino licenziare a sua necessità. Perché è il nucleo economico centrale, di proprietà collettiva, a dover garantire che ad ogni uomo, ad ogni donna, non manchi nulla per vivere e sviluppare se stessi. Mentre l'area privata necessita di quella piena libertà ch'è elemento fondamentale di ricerca, sperimentazione e sviluppo di sempre originali ed avanzati prodotti e servizi.
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