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A questo punto sembrerebbe che gli schemi lavorativi siano esauriti. Ed invece proprio laddove non rivolgiamo mai lo sguardo, proprio nei luoghi impraticati, proprio dove non ce lo aspetteremmo, si trovano le più fulgide gemme dell'Universo! Il segreto di una buona e corretta operatività all'interno di una attività di primario interesse collettivo è la periodica restituzione al popolo dei ruoli che ad esso appartengono. L'assegnazione a rotazione non è metodo da usare soltanto per rinchiudere in un museo il presuntuoso e violento modo d'essere degli statali ma anche per evitare la sottomissione dei più docili lavoratori privati. E non è tutto.
Ciò che rende letteralmente divino l'alternarsi dei cittadini, di persone non statali e non privati, nei ruoli pubblici, lavorandovi materialmente giorno dopo giorno, è l'assorbimento di esperienze, informazioni, nozioni e sensibilità di cui essi possono beneficiare e spandere poi intorno a loro dappertutto nella società, influendo positivamente sulla coscienza ed il sapere collettivi. Pensate: oggi viviamo l'assurdità che chi decide non sa nulla riguardo a ciò che comanda, perché mai lo vive in prima persona. Mentre a chi sa, perché lo vive in continuazione, in nessun modo è concesso contribuire allo stabilirsi della rotta che la società ha da percorrere.
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