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Per l'insieme di queste ragioni occorre stabilire che un ruolo lavorativo di primario interesse collettivo non può essere assegnato a vita, secondo il vecchio sistema dello statalismo, nè a dei lavoratori privati. Chiariamo innanzitutto cosa è uno statale. Diviene immediatamente uno statale quella persona che, attraverso l'assunzione a vita in un ruolo pubblico, accetta di essere fidelizzata altrettanto a vita ad un potere che intende esercitare un autoritario controllo a senso unico sulla restante parte della popolazione. Questo era ed è rimasto il ruolo dello statale, chiamato ancora oggi a giurare fedeltà al sistema.

E' chiaro il perché uno statale non possa esistere in una Repubblica e Democrazia: perché egli/ella è il braccio, non di rado armato ma sempre e comunque autoritario, di un potere centrale distaccato, diverso dal popolo ed ignaro delle sue esigenze. Ma, tornando veloci alla gestione operativa dell'acqua, notiamo che nemmeno i classici lavoratori privati sono adatti a svolgere un ruolo di primario interesse collettivo. Per la medesima ragione che anch'essi sono estremamente ricattabili e convincibili a fare ciò che non devono sotto la minaccia di perdere il lavoro o di un qualche successivo continuo abuso emozionale esercitato su di loro.

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