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Risoluzione d'Interessamento
alla Questione Demografica

Copyright © fin dal 1999 LABORATORIO EUDEMONIA - Alcuni diritti concessi - Versione 1.2



Mossi dal grande desiderio che un'era di pace, benessere e prosperità si apra stabilmente per tutti i popoli della Terra, e dall'altrettanto grande desiderio che il nostro vivere sul Pianeta non abbia a disturbare minimamente i suoi processi naturali, ma vi si integri perfettamente, per un duplice doveroso rispetto nei confronti della natura e di noi stessi che ne siamo parte integrante;


consapevoli del fatto che



  1. la crescita numerica della nostra specie, dopo un inizio lento, lentissimo, durato quasi quanto tutta la sua storia, da pochi decenni è divenuta all'improvviso, e tutt'ora si mantiene, iperbolica: essa ha oramai varcato la soglia dei sei miliardi di unità (una media di ben 44 persone per ogni chilometro quadrato di terra abitabile di questo mondo), nascono un altro miliardo di persone ogni 13 anni circa, e tutto lascia presupporre che la popolazione mondiale possa addirittura raddoppiare in un periodo compreso tra 50 e 100 anni (vedi fig. 1);

  2. la crescita rapida ed incontrollata della popolazione, ed il sovraffollamento rurale ed urbano che ne deriva, hanno grandi responsabilità nella comparsa di un clima di generale ed esasperata competitività all'interno delle società umane; il nostro naturale, più mite, spirito competitivo viene trasfigurato fino al punto che la nostra vita diviene una autentica e continua lotta per la sopravvivenza, con varie e nefaste conseguenze: dallo stress (e le numerose e diffuse malattie psicosomatiche che da esso derivano) fino a veri e propri fenomeni di terribile violenza sociale (dai semplici disordini popolari alle guerre accese tra nazioni)1;

  3. la crescita rapida ed incontrollata della popolazione è egualmente responsabile del ristagno di gran parte dell'umanità in una condizione di intollerabile indigenza, poichè è evidente quanto possa esser arduo concepire più adeguate ed efficienti organizzazioni sociali ed attivare più progrediti strumenti tecnologici nei brevi tempi concessi da una popolazione mondiale che raddoppia nel giro di pochi decenni;


consapevoli anche che



  1. il Pianeta Terra, e tutti noi esseri umani con esso, stiamo già ora vivendo i terribili effetti dei numerosi ed estesi sconquassi ambientali dovuti alla confusa iperattività ed alla propensione ad uno spreco dissoluto di una ben piccola parte della popolazione mondiale;

  2. tali sconquassi non sono nulla rispetto a ciò che avverrà quando l'intera popolazione del Pianeta raggiungerà un livello di vita anche appena dignitoso (e noi tutti non possiamo non sperare che ciò avvenga il più presto possibile!);

  3. è ormai evidente che a causare inquinamento e degrado ambientale non sono tanto particolari tipi di tecnologia e di sostanze quanto l'uso massiccio che si fa di esse, quali che siano, tanto che anche le tecnologie e le sostanze più sane in mano a molti, a troppi, diventano automaticamente insane e causa di alterazione degli ecosistemi;

  4. confidando esclusivamente in strategie come quella di limitare i consumi di risorse fondamentali per la vita umana non faremo altro che ritardare ed infine aggravare atrocemente il problema: altra umanità si aggiungerebbe tranquillamente a quella già esistente, facendo divenire il sovraffollamento planetario ancora più marcato ed i relativi problemi del tutto irrisolvibili;


riconoscendo che



  1. pur ricorrendo a tutti gli artifici possibili, una popolazione eccessiva rimane pur sempre eccessiva, e per questo causa di rovine, per il Pianeta e per se stessa, non foss'altro per le sue necessità fondamentali fisiche e psichiche, e che già ora sulla Terra vi è una quantità critica di persone, critica sia per gli sperperi di una sua parte che per il suo gran numero complessivo;

  2. è necessario trasformare al più presto l'economia dei Paesi più sviluppati (un'economia che è certamente anti-economica, poichè basata sullo spreco dissennato ed in preda ad una forte degenerazione produttiva) non solo per ricondurre tali Paesi verso un corretto, più moderato e sano, modo di agire, ma anche allo scopo di agevolare i Paesi emergenti nella loro ricerca di un modello di sviluppo ideale; tutti noi sulla Terra avendo lo scopo comune di evitare di continuare a percorrere, od imboccare ora, una strada senza uscita;

  3. tale trasformazione, già di per sè estremamente complessa e difficoltosa per gli elevati interessi in gioco, è resa ancor più ardua dalla crescita rapida ed incontrollata della popolazione, poichè questa è sicuro fondamento e potente motore di una economia che è similmente frenetica, incosciente e selvaggia2;

  4. esiste una necessità immediata cui la comunità umana mondiale deve provvedere: sia allo scopo di difendere l'ambiente naturale e preservare le risorse, che allo scopo di spegnere i focolai di violenza già accesi ed evitare altre guerre, che allo scopo di preservare il benessere psicofisico dell'umanità intera e di far sì che ogni essere umano sulla Terra abbia di che vivere, crescere e gioire, un passo obbligato è sempre quello di fermare la crescita della popolazione;

  5. senza aver soddisfatto questa fondamentale necessità, nessun altro scopo potrà essere realmente raggiunto: non il risanamento degli eco-sistemi, non la pace, non il benessere della persona, non l'affermarsi di una economia più assennata, consapevole ed educata, e per questo motivo perfino molto più benefica e fruttuosa dell'attuale3;


considerato poi anche che



  1. dopo un periodo di confinamento obbligato sulla Terra, iniziato fin dal tempo della sua comparsa, l'umanità ha ormai intrapreso l'esplorazione del vasto Spazio intorno al Globo ed in un futuro, epocalmente parlando, non poi così lontano potrà cominciare a popolare anche altri mondi, naturali od artificiali, di questo meraviglioso Cosmo;

  2. una volontaria pausa nella nostra espansione demografica avrebbe dunque il triplice positivo effetto di evitarci un infausto futuro di iperaffollamento del Pianeta, permetterci di sanare e risolvere tutti i danni e problemi da noi causati ed incontrati fin'ora, ed agevolarci in una generale riorganizzazione in vista della successiva fase di espansione (ma questa volta nello Spazio);


auspichiamo ardentemente che



  1. si prenda globalmente, diffusamente ed ampiamente coscienza del fenomeno della crescita eccessivamente rapida ed ininterrotta della popolazione, delle già presenti offese che ci arrechiamo vicendevolmente a causa di essa, e del maggior pericolo che ci minaccia in conseguenza di un nostro ulteriore accrescimento numerico, così pure della grande opportunità in mano all'umanità di concedere a sé stessa una Pausa Volontaria di Espansione Demografica;

  2. nel mondo si diffonda la consapevolezza della immediata necessità di un progetto globale chiaro e razionale di crescita numerica dell'umanità, considerato su di un lasso di tempo sufficientemente ampio da permetterci di mettere in ordine e d'accordo priorità terrene e desideri d'espansione, e che per questo vengano istituiti appositi centri di studio e commissioni governative;


verificando infine che



  1. il tema della riproduzione umana è tutt'ora oggetto di differente, varia e spesso esasperata sensibilità da parte di ognuno dei sei miliardi di persone viventi su questo Pianeta;

  2. per questo motivo, il tema della crescita demografica, lungi dall'essere conosciuto nei suoi molteplici aspetti, effetti e minacce, appare essere l'ultimo taboo in una società che dell'informazione fa paradossalmente il suo mezzo e fine più elevato4;


ci impegnamo, intanto



a coinvolgerci personalmente nello studio del problema demografico, poichè non amiamo essere informati quando è tardi nè tantomeno esser poi comandati su cose che non conosciamo, mentre amiamo il senso di responsabilità personale e la partecipazione alla vita sociale. Innanzitutto ci documenteremo approfonditamente su di esso, parlandone poi serenamente e lungamente con le persone a noi vicine durante incontri organizzati a questo scopo. Lungi dal cercare di imporre ad altri la nostra visione delle cose, ci adoprereremo per far sì che nei nostri colloqui possa emergere la pura realtà, insieme alle sue effettive esigenze.

Egualmente ci impegnamo poi



a contribuire alla successiva divulgazione delle conclusioni di questo nostro comune lavoro, scrivendo a scuole ed istituti, associazioni sanitarie, culturali, religiose etc, giornali, radio, televisioni e produzioni cinematografiche, rappresentanze e governi, per far sì che le nostre consapevolezze e volontà possano esser infine effettivamente recepite e messe presto in opera5.


Perfettamente consapevoli della gravità del problema e delle difficoltà che incontreremo, e per questo ancor più risoluti, condividiamo, firmiamo e ci impegnamo.



I ricercatori del
Laboratorio Eudemonia







Tale grafico ci rammenta che
  1. un fenomeno di crescita così elevata facilmente porta con sè episodi di brusca e nefasta inversione di tendenza. Osservando la ripidissima curva della crescita demografica non è affatto avventato pensare che essa possa avere un improvviso ridimensionamento per un qualche motivo interno al fenomeno stesso ed al sistema in cui esso si verifica. Il fatto terribile è che un qualsiasi ridimensionamento significherebbe qui la scomparsa di un numero enorme di persone: nel caso di un assestamento della curva (come viene chiamato dagli analisti tecnici dei grafici) del 10% (percentuale non fuori luogo considerate le particolari caratteristiche del fenomeno), si tratterebbe di ben 600.000.000 di vite umane perdute!

    Non è certo mai bene fare delle semplici congetture, ma potrebbe essere comunque sensato pensare di mitigare noi stessi oggi l'ascesa di quella curva per cercare di evitare bruschi "assestamenti" domani.

  2. più aumenterà il numero di esseri umani costretto nel limitato spazio di questo Pianeta più il valore della vita di ognuno di essi diminuirà agli occhi degli altri, secondo una ben precisa legge universale. Piuttosto frequentemente, ciò che è raro è prezioso, ciò che è numeroso ha scarso valore. Fintantochè si tratta di un rapporto che riguarda diamanti e pezzi di carbone la cosa non è degna di nota più di tanto. Trattandosi di una legge dotata di un certo grado di universalità, non è però insensato estenderla a noi stessi: dobbiamo fare attenzione a non divenire così numerosi al punto che la vita di ognuno divenga per l'altro di scarso valore se non addirittura di valore negativo. Esser prudenti e prevenire è certo molto meglio che passar poi il tempo a piangere chi manca e punire chi resta.

  3. più bruscamente aumenterà il numero di noi esseri umani sul Pianeta Terra, più brusca sarà la reazione che dovremo aspettarci da esso. Non possiamo pensare di disporre di questo Pianeta come se fosse succube dei nostri voleri. Se finora la Terra ha tollerato silenziosamente la nostra espansione, non è affatto detto che continuerà a farlo anche quando le brulicheremo addosso in ancor maggiore quantità.

    Non foss'altro per essere certi della sua futura benevolenza, dobbiamo renderci conto della necessità di lasciare vaste aree del Pianeta non popolate da noi umani. Dobbiamo far questo sia per disporre noi stessi di ampi laboratori di osservazione, studio e ricerca, ma anche per lasciare alla Terra sufficiente spazio di libera espressione, e così pure perchè persone prudenti e per bene non esagerano mai ingozzandosi senza ritegno di ciò che viene loro così gentilmente offerto.



Nota 1

Lo stesso fenomeno dell'acuirsi della competizione economica, causa prima di malesseri sociali di vario tipo e misura nonchè di numerosissime forme di produzione ipertrofica, non è tanto sotto la volontà degli economisti e compreso in un loro chiaro progetto di sviluppo, quanto invece è originato da, e permanente sotto l'influsso de, la crescita rapida ed incontrollata della popolazione.

E' importante notare quanto le società moderne, basate su forme organizzative specialistiche che sembrano ignorare per statuto la visione globale delle cose, siano sì molto abili a raggiungere determinati obiettivi, ma egualmente impreparate di fronte a situazioni caratterizzate da una certa ampiezza.

Pensate: fino a questo momento, pressochè l'intera classe medica (sia coloro che si occupano del corpo che coloro che si occupano della mente dell'individuo) tranne eccezionali, straordinarie ma purtroppo ancora piccolissime realtà, ha accettato del tutto passivamente la situazione venutasi a creare con la iper-crescita demografica ed il relativo sovraffollamento, quasi come se ne ignorasse i deleteri effetti sulle persone. Ciò è piuttosto grave, ed ancor più lo è il fatto che essa pensi di fare prevenzione sottoponendoci ad una serie infinita di accertamenti sanitari (che osa per l'appunto chiamare "preventivi") piuttosto che intervenire più attivamente nella società per mantenere gli ambienti, rurali e cittadini, demograficamente sani. Non un grido d'allarme da parte degli addetti alla salute pubblica, nemmeno l'idea di un intervento in una questione di così grande importanza!

Pur lieti dei risultati da loro raggiunti nel curare certe malattie, non possiamo non rattristarci per la loro latitanza nell'aiutarci ad evitare quelle condizioni di vita insane molto spesso all'origine di quelle stesse malattie.


Nota 2

Un'economia che si basa sul mercato trova un energico propellente nella iper-crescita demografica, il numero dei possibili clienti essendo a causa di essa in continuo spaventoso aumento. Senza contare che le grandi Corporations trovano forza lavoro a bassissimo costo negli eserciti di disperati che vivono nei Paesi più poveri (è qui che la crescita demografica è spropositatamente maggiore), e similmente trovano preziose materie prime ad un costo pressochè gratuito nelle risorse naturali dei medesimi Paesi.

Dobbiamo considerare, poi, che anche da un punto di vista morale sarebbe estremamente difficile cercare di limitare le economie in qualsivoglia modo su di un Pianeta che continuasse ad essere sempre più ricolmo di affamati.


Nota 3

Si consideri che, avendo stabilizzato il numero di abitanti del Pianeta e grazie a ciò avendo anche avviato un processo di profondo risanamento dell'economie, non sarebbe difficile distribuire in maniera matematicamente equa il lavoro, realizzando finalmente il sogno di vedere ogni essere umano fornito di un Reddito Minimo Garantito. Con una economia più razionale, più risparmiatrice e meno spendereccia, anche superare il futuro problema dell'invecchiamento della popolazione, causato dalla precedente assoluta mancanza di programmazione demografica, non sarà più un problema.


Nota 4

Nella nostra iperorganizzata ed iperconnessa società, è piuttosto difficile presentare fatti e verità che, pur obiettivi i primi e valide le seconde, potrebbero urtare la suscettibilità altrui. Tutti abbiamo delle clientele, tutti dipendiamo dagli altri per procurarci di che vivere. Ancor più questo accade a giornalisti, opinion makers e politici, i quali hanno notevoli difficoltà a presentare dei problemi che ritengono (spesso più a torto che a ragione) risultar sgraditi alle loro clientele e per questo alienargliele. Questo grosso ostacolo ci deve esser ancor più di sprone ad occuparci personalmente della questione demografica, anche al fine di agevolare il successivo lavoro di coloro che hanno un rapporto di stretta e difficile interdipendenza con le folle.


Nota 5

Quale che sia il Paese in cui si viva, sia esso ancora a bassa che già ad alta densità abitativa, sia che gli effetti della iper-crescita demografica mondiale siano già fortemente visibili oppure no, la situazione è comunque tale da richiedere un immediato e deciso impegno. Il problema ha infatti carattere globale e coinvolge in un modo o nell'altro perfino i più remoti angoli del mondo. Per questo motivo è bene che ognuno, in ogni Paese, fornisca un suo contributo verso la soluzione del problema, un contributo che sia anche di esempio per coloro, in certi Paesi, che meno paiono prestare attenzione a questa urgenza.






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