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Breve storia della popolazione mondiale di John Goekler, tratto da Facing the Future People and Planet | |
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Se si eccettua la guerra nucleare, la crescita della popolazione è il più grave problema che il mondo ha di fronte. Se non agiamo, il problema verrà risolto dalla carestia, dalle sommosse, dalle insurrezioni, dalla guerra. - Robert McNamara, ex Presidente della World Bank
La popolazione mondiale sta attualmente crescendo in numero maggiore di 80 milioni di persone per anno e si prevede che essa supererà i sei miliardi di unità nel 1998. Ci si aspetta che il numero di noi esseri umani aumenterà di circa 80 milioni annualmente approssimativamente per un periodo di 30 anni, portando così la popolazione globale nel 2030 ad un numero maggiore di 8.5 miliardi. Sia l'indice di crescita che il totale delle persone viventi sul pianeta sono un fatto senza precedenti nella storia dell'umanità. Tutto ciò sta seriamente compromettendo l'ambiente in cui viviamo e la qualità della nostra vita in maniera inimmaginabile. Storia remota Quando i popoli nomadi si fermarono nelle valli dei grandi fiumi per creare stanziamenti permanenti, la popolazione terrestre si aggirava intorno ai dieci milioni. Tale numero era relativamente stabile, poichè la vita era pericolosa. L'aspettativa di vita era breve, forse dai 25 ai 30 anni, e circa altrettante persone morivano ogni anno per fame, per incidenti, o per malattie appena nati. Con l'avvento dell'Era dell'Agricoltura, qualcosa come da 10.000 a 12.000 anni fa, gli esseri umani cominciarono a prosperare. Un maggior rifornimento stabile di cibo e la sicurezza relativa al vivere stabilmente in un posto permise ad un maggior numero di persone di sopravvivere. Poichè la mortalità decresceva, la popolazione aumentava e probabilmente anche il numero delle nascite in quanto, come è stato spesso documentato, quando le persone confidano in un buon futuro tendono ad avere più figli. L'aspettativa di vita sembra invece sia aumentata soltanto leggermente. All'epoca della Prima Dinastia in Egitto (intorno al 3000 AC) la popolazione globale raggiunse circa i 100 milioni, cifra che arrivò ai 250 milioni nell'epoca dell'Impero Romano; sarebbe a dire quasi la popolazione degli Stati Uniti d'oggi. Appena la produttività aumentò, favorita da invenzioni come l'aratro e la ruota ad acqua e così pure da una maggiore conoscenza dell'allevamento del bestiame e della coltivazione delle piante, le scorte di cibo aumentarono anch'esse. Popoli più numerosi allora richiesero più territori per campi e città, che a loro volta condussero a maggiore produttività e prosperità, e questo di nuovo ad una ulteriore crescita dei popoli. Intorno all'anno 1500 dell'Era Comune, la popolazione mondiale raggiunse forse il mezzo miliardo di unità. Fu all'incirca in quest'epoca che l'espansione coloniale verso ovest ebbe inizio, causato in larga parte dalla richiesta di maggiori risorse da parte della accresciuta popolazione. Costi e sacrifici umani La crescita demografica non è sempre stata lineare. Carestie, guerre o malattie decimarono spesso le genti. Infatti, crescendo la popolazione, un altro modello di comportamento umano emerse presto: i fenomeni della sovrappopolazione e del sovrasfruttamento delle risorse. Le civiltà si sviluppano tipicamente grazie alla disponibilità di risorse: se dispongono di suoli fertili e buona acqua, di minerali per la metallurgia, di foreste per il riscaldamento e le costruzioni. Ai primi prosperosi tempi in cui queste risorse furono ampiamente sfruttate, seguì un altro tempo in cui fu oltrepassato il giusto limite concesso dalla natura. Quando la domanda degli esseri umani superò l'offerta che la natura offriva loro e le risorse non furono più sufficienti a sostenere la popolazione si verificarono problemi di collasso economico e sociale, fame, migrazione e guerra. I popoli furono anche aggrediti dalle malattie. La peste bubbonica aveva devastato larghe parti della Cina intorno al terzo secolo prima dell'Era Comune (CE). Ricomparve poi più ad ovest devastando Costantinopoli nel 542 CE. Durante il 14° secolo CE, questa piaga uccise un terzo della popolazione europea. Altre malattie furono egualmente devastanti, anche se più localizzate. Quando i conquistadores invasero il Messico nel 1517 la popolazione locale si aggirava intorno ai 25 milioni. In meno di un secolo essa si ridusse ad appena poco più di un milione e finì poi per soccombere totalmente alle malattie, come il vaiolo, introdotte dai soldati di Pizarro. A dispetto di questi ingenti sacrifici umani, comunque, la popolazione continuò a crescere. Alla vigilia della rivoluzione industriale nel 1750, gli esseri umani erano circa 750 milioni, e proprio dopo 1800, la popolazione mondiale raggiunse il miliardo di unità. Effetti collaterali della crescita demografica Come la popolazione aumentava, identificabili effetti collaterali divennero più evidenti, tra i più considerevoli le migrazioni, sia verso le città che verso altre terre, ed i conflitti. Le migrazioni interne crescevano con la stessa misura con la quale cresceva la popolazione rurale e divenne sempre più difficile assorbire i più giovani all'interno della forza lavoro. L'inizio della meccanizzazione rimosse anche molti lavoratori, i quali si videro costretti a spostarsi nelle città in cerca di lavoro. Crescendo le famiglie rurali, generazioni dopo generazioni, divenne spesso impossibile dividere terre ereditarie tra tutti coloro che ne avevano necessità, ed ancora più gente fu costretta a partire. L'assenza di lavoro, l'instabilità economica, la scarsità di cibo locale e la mancanza di terre disponibili, tutto contribuì alle migrazioni su larga scala del passato, allo stesso modo come gli stessi identici motivi conducono alle migrazioni odierne. Le migrazioni internazionali avvennero sotto forma di colonizzazione, particolarmente ad opera delle nazioni europee, giacchè i paesi in espansione cercarono oltre le loro frontiere fonti di materiali grezzi e ricchezze. Anche singoli coloni migrarono in cerca di una miglior vita, di accesso a "nuove" terre ed opportunità economiche. E praticamente in ogni caso le popolazioni spinte alle migrazioni internazionali crearono conflitti. I conflitti tra le nazioni si intensificarono quando i poteri in competizione combatterono per il possesso delle colonie e l'accesso alle risorse del nord e sud America, ma anche in Asia ed in Africa. Ma i conflitti avvenivano anche in scala locale, poichè i nuovi arrivati si scontravano con le popolazioni indigene. I colonizzatori europei, ad esempio, espandendosi attraverso il nord America scacciarono o spodestarono i nativi. Quella stessa gente scacciata fu costretta a migrare a sua volta e scacciò le tribù delle terre dove pervennero o fallirono in questo e scomparvero come cultura. Quando gli Americani si spinsero ulteriormente verso ovest, sempre alla ricerca di qualcosa che sfamasse la crescente popolazione, molti scontri ne seguirono. Col tempo il limite occidentale del continente fu raggiunto, la maggior parte delle terre e delle risorse fu controllata dai nuovi immigrati, e la maggior parte delle popolazioni indigene fu relegata nelle riserve. La Rivoluzione Industrale e l'Età della Scienza La crescita demografica continuò attraverso tutto il 19° secolo, spronata da una generale espansione economica ed una accresciuta produzione di cibo. La Rivoluzione Industriale generò un grande boom economico giacchè la potenza delle macchine rese possibile la fabbricazione di massa. Sistemi di trasporto alimentati a vapore permisero di spostarsi facilmente da un posto all'altro, mentre la meccanizzazione permise a più pochi agricoltori di coltivare più terre. La possibilità di lavorare ottenendo salari in contanti offrì l'oppportunità di accumulare capitali che potevano anche essere mossi facilmente. Quando le popolazioni si spostarono nelle città, giacchè non non erano più necessarie famiglie numerose per coltivare le terre, vi fu una caduta dei ritmi di crescita delle nascite. Ma, a dispetto di ciò, la popolazione continuò a crescere. I progressi nella medicina e nella sanità abbassarono il tasso di mortalità ed accrebbero l'astettativa di vita. Durante le guerre dell'epoca, ricercatori del settore dimostrarono come semplici atti quali il lavarsi le mani da parte dei medici durante le loro attività riducevano drasticamente le infezioni. La reperibilità di sorgenti di acqua sana, sistemi fognari e tecnologie per il conservamento del cibo contribuirono pure a migliorare la salute generale. I lavori di Lister e Pasteur provvidero a migliorare la comprensione degli agenti infettivi, mentre lo sviluppo della anestetica, dei raggi X e della chirurgia salvarono un innumerevole numero di vite umane. La scoperta degli antibiotici permise di effettuare buoni trattamenti su molte infezioni in precedenza fatali. Le vaccinazioni protessero i popoli dalle malattie come il vaiolo, il tifo ed il morbillo. L'Era Moderna Dopo la seconda Guerra Mondiale, gli aiuti delle Nazioni Unite ed altre organizzazioni introdussero pubblici provvedimenti sanitari per le regioni meno sviluppate del mondo. Senza gli storici ostacoli della fame e delle malattie, la crescita della popolazione in quelle regioni è stata realmente drammatica, tanto drammatica che il termine "esplosione" è stato spesso usato per descriverla. In alcune regioni i ritmi di crescita raggiunsero l'indice del tre o quattro per cento l'anno, il che equivale al raddoppio della popolazione ogni 17, 23 anni. Nonostante il fatto che i ritmi di crescita globale siano diminuiti negli anni recenti, l'aumento della popolazione continuerà nel prossimo prevedibile futuro a causa di un fattore conosciuto come population momentum. Ciò indica il fatto che perfino se produrremo in media un minor numero di bambini, ci sarà comunque un così alto numero di persone a produrli che la crescita demografica continuerà imperterrita. Attualmente circa un terzo della popolazione mondiale, qualcosa come due miliardi di persone, sono sotto i 15 anni. Non appena questi giovani, la maggior parte dei quali vive nelle regioni in via di sviluppo, creeranno famiglie, il numero degli esseri umani su questo pianeta prenderà il volo. Se per raggiungere il primo miliardo di esseri umani su questa terra è occorso un periodo lungo quanto quasi tutta la sua storia, c'è voluto solo un po' più di un secolo per raggiungere il numero di due miliardi, nel 1930. Il terzo miliardo è sopravvenuto in appena 30 anni, ed il quarto in soli 15 anni. Attualmente stiamo producendo un altro miliardo di persone ogni 12 anni e le proiezioni future indicano che la popolazione mondiale raddoppierà di nuovo in 47 anni. Saranno principalmente le regioni meno sviluppate del pianeta a dover fronteggiare questo terribile futuro. L'Africa sta crescendo ad un ritmo che, se mantenuto, condurrà al raddoppio della popolazione in appena 24 anni. Ai ritmi correnti di crescita, l'Asia, se si esclude la Cina che ha rallentato la crescita grazie alla politica del "singolo figlio", raddoppierà la sua popolazione in 36 anni. Copyright © Laboratorio Eudemonia. Alcuni diritti concessi Sito Web attivo fin dal 28 - Webworks by HyperLinker.com | |