La Questione Campana


Version 1.0



LETTERA INVIATA AL DOTTOR FULCO PRATESI IL 19/04/04




http://noprofit.tiscali.it/news/pratesi/200403/campania_emergenza_rifiuti.html

IL MERCOLEDI' DI PRATESI 

Emergenza rifiuti in Campania 

... Oltre all'alta densità regionale (425 abitanti al chilometro quadrato,
la maggiore d'Italia) gli abitanti di questa regione, e segnatamente i napoletani,
hanno una cultura spiccatamente individualistica ...

---


Lettera aperta
al dott. Fulco Pratesi



Gentile dott. Fulco Pratesi,

Le presento i miei migliori riguardi.

Mi permetto di scriverLe per ringraziarLa per aver evidenziato nel Suo articolo
sopra citato un valore demografico, relativo alla Regione Campania, che
sembra essere di grande importanza.

In effetti anch'io non ho saputo trattenermi e tempo fa ho preso carta e
penna digitali per scrivere un articolo che, relativamente al problema Campano
in questione, poneva in risalto l'elevata densità demografica di quella Regione
(http://demografica.hyperlinker.org/campania.htm), e per indirizzare
una nota al Presidente della Regione Campania, dott. Antonio Bassolino
(http://demografica.hyperlinker.org/bassolino-stancanelli.jpg), per
evidenziare un dato che sembra chiarire oltre ogni dubbio le ragioni profonde
del perchè di una continua emergenza rifiuti.

In verità, l'aspetto demografico viene solitamente ignorato perchè in fondo
al cuore di ognuno c'è la convinzione che la tecnologia possa risolvere ogni
problema legato ad una eccessiva popolazione. In effetti la tecnologia è, e
probabilmente sarà sempre più, in grado di mitigare gli effetti sull'ambiente
e di aiutare nelle sue varie esigenze una popolazione compressa all'interno
di un territorio limitato.

Ma, al di là di ogni questione, comunque grave, d'ordine ambientale ed inerente
le risorse, penso occorra considerare anche un altro crescente pericolo, non
solo in Campania ma dappertutto nel nostro comune Paese, nell'ambito della
salute pubblica ed in quello inerente lo stato dell'intera nostra società.

E' ben noto che la popolazione in Italia sia a crescita zero, o quasi. Tuttavia
non viene considerato il fatto che l'alto livello economico/tecnologico, tuttora
in crescita, sta esasperando gli effetti di una già elevata densità demografica,
accrescendo concretamente la pressione che ogni individuo esercita sull'altro,
mettendo quindi a dura prova la salute psicofisica di ognuno e quella dell'intera
nostra organizzazione sociale.

Per chiarir meglio a me stesso ciò che sta accadendo, e soprattutto ciò che penso
stia per accadere, ho preso a prestito la seconda legge sui gas firmata Gay-Lussac,
la quale, sempre che l'abbia ben compresa, asserisce:

A VOLUME COSTANTE LA PRESSIONE DI UN GAS CRESCE IN MODO
DIRETTAMENTE PROPORZIONALE ALL'AUMENTO DELLA TEMPERATURA. 

Ebbene, quasi ogni individuo dispone oggi di risorse economiche e mezzi privati
di trasporto e di strumenti di comunicazione, produzione e lavoro in genere,
e divertimento che accrescono enormemente la sua attività, privata e sociale,
e più in generale la sua mobilità, la sua vivacità, sia fisica che telematica. Nei gas,
crescendo la temperatura parimenti aumenta la pressione, agitandosi le
molecole vieppiù freneticamente, colpendosi sempre più fortemente le une
con le altre e perquotendo sempre più fortemente il contenitore stesso che
le racchiude. 

Ora, se mi concedesse la metafora, direi che nella nostra società l'"energia"
posseduta da ogni singolo individuo si somma fino a condurre la "temperatura"
dell'intero sistema sociale fino a livelli esasperati. E crescendo la temperatura
parimenti aumenta la pressione demografica, agitandosi gli esseri umani, come
le molecole di un gas, vieppiù freneticamente, colpendosi sempre più fortemente
gli uni con gli altri e perquotendo sempre più fortemente il contenitore stesso
che le racchiude.

Se per quanto riguarda i gas il contenitore coincide solo col recipiente fisico, in
quanto le molecole sono disposte caoticamente nel suo interno, nel nostro
caso dobbiamo considerare a rischio non solo il recipiente fisico, sarebbe a
dire l'ambiente naturale, ma anche la stessa organizazione sociale che ci
comprende e racchiude tutti. 

Per questo motivo, liberamente parafrasando Gay-Lussac, che spero mi
perdoni tale ampia libertà, mi sento di dire che:

A TERRITORIO COSTANTE LA PRESSIONE DEMOGRAFICA CRESCE IN MODO
DIRETTAMENTE PROPORZIONALE ALLO SVILUPPO ECONOMICO E TECNOLOGICO. 

la qual cosa vuol dire che, se non ci concederemo di attendere che il
numero delle persone, della nostra società come quella complessiva
del pianeta, diminuisca per esser trascorso il naturale ciclo della propria vita,
prima di tornare ad incentivare il nostro sviluppo economico e tecnologico,
assisteremo presto alla disintegrazione del nostro essere individuale
e dell'intero nostro sistema sociale.

Gentile dottor Pratesi, oggi un'intera classe medica non fa che riempirci di
pasticche e fornirci in continuazione consigli puerili su come limitare gli effetti
dello stress (un termine generico che equivale quasi sempre a dire: pressione
demografica). Ci viene detto: rilassatevi, sorridete, fate l'amore, pregate,
meditate, etc. etc. Ma questi, anche se piacevoli, non sono che palliativi, in
quanto il problema non è individuale ma sociale, ed una efficace cura per
una elevata pressione demografica non può essere cercata e trovata che
in ambito sociale, non certo in farmacia od a casa propria.

Per quanto riguarda lo stato di incalzante degrado della nostra società non
occorrono certo parole per descriverlo, essendo evidente davanti agli occhi
di ognuno. Ed anche qui la cura va cercata osservando la società con serena
obiettività ed alla luce di consapevolezze già acquisite da tempo sugli effetti
diretti che la sovrappopolazione ha sull'organizzazione e l'interazione sociale,
nonchè tra popoli di diverse nazioni.

E proprio a quest'ultimo proposito, concludo evidenziando quanto sia divenuta
urgente la stipulazione di patti indissolubili tra le nazioni comprendenti norme
di autocontenimento economico, tecnologico e demografico. Occorre adoprarsi
affinchè ogni Paese, di concerto, si doti di mezzi costituzionali per autodisciplinarsi
in modo che venga impedito il loro potenziale straripamento, per gli effetti
della seconda legge di Gay-Lussac, nei territori altrui.

Occorre istituire apposite norme e commissioni internazionali che con obiettività
tengano sotto controllo i livelli dei vari tipi di sviluppo raggiunti e raggiungibili da
ogni Paese. Poichè lo sviluppo incondizionato dell'economia, della tecnologia, della
popolazione è pericoloso e potenzialmente distruttivo quanto la peggiore delle armi,
e come avviene per le armi devono venir quindi stipulati appositi trattati internazionali.
Poichè la pace così come oggi concepita non è più sufficiente ed occorre immaginare
i modi per raggiungere una pace più profonda. 

Naturalmente, lì dove possibile, occorre fornire un buon esempio, cominciando da
noi stessi e dal nostro Paese, e cominciando proprio dall'ambito demografico. 

Gentile dottor Pratesi, per la gran stima che ho della Sua persona e per l'importanza
che un Suo autorevole parere non può che rivestire al riguardo, per il gran lavoro
che c'è da fare da parte di ogni persona per bene, mi permetto oggi di rivolgermi
a Lei sperando in un Suo specifico, costante, intervento sulla questione demografica.
Mi permetto poi di farlo pubblicamente perchè è necessario, è vitale che non si perda
occasione per divulgare il problema demografico, è vitale che questo divenga anzi
un tema di discussione alla moda. Penso non vi sia alcun dubbio sul fatto che
quanto prima informeremo correttamente tanto meno pesantemente saremo
costretti a legiferare in un prossimo futuro.

La ringrazio dunque, e La saluto con la più gran stima e cordialità.

Danilo D'Antonio

Laboratorio Eudemonia
Piazza del Municipio
64010 Rocca S. M. (TE)

tel. 0861 41 56 55


La Questione Demografica
http://demografica.hyperlinker.org


Gay-Lussac e densità demografica
http://demografica.hyperlinker.org/gay_lussac.htm


Come vincere la corsa allo sviluppo
http://demografica.hyperlinker.org/corsa.htm




DIPARTIMENTO PER LA QUESTIONE DEMOGRAFICA
Copyright © Laboratorio Eudemonia. Alcuni diritti concessi
Sito Web attivo fin dal 28 - Webworks by HyperLinker.com