Internet 06-2004


Da Danilo D'Antonio, del Laboratorio Eudemonia,
all'Augusta Comunità Ecologista italiana


I migliori saluti a tutti.

All'inizio del '96 il nostro Laboratorio di ricerca sociale è approdato in Internet e quasi contemporaneamente abbiamo iniziato ad iscriverci a tante, decine di liste e newsletter che raccolgono i contributi degli ambientalisti/ecologisti italiani. Da allora sono trascorsi circa otto anni ed abbiamo visto scorrere davanti ai nostri occhi migliaia di comunicati.

Mi sento dunque di poter dire di essermi fatto almeno un'idea di quello che è l'ambientalismo/ecologismo italiano. Mi sento anche di dire che ritengo tale movimento piuttosto inadeguato alle reali esigenze del nostro tempo. Mi sento anzi di dire che troppe volte sembra proprio che tale movimento si trovi a far da spalla ad un vecchio sistema sociale economico e politico corrotto, il quale purtroppo riesce tuttora ad andare avanti anche grazie al contributo ideologico e fattivo di detto movimento.

La sintesi di quel che sto dicendo si trova nelle due parole: "sviluppo sostenibile". Il sistema insiste con lo sviluppo ad oltranza ed il movimento gli offre la bufala della sostenibilità. Il sistema corrotto può ancor oggi continuare a reclamare a gran voce un suo ulteriore cieco sviluppo solo grazie all'aura di presunta, in realtà abbontantemente falsa, sostenibilità, con la quale l'Augusta Comunità Ecologista l'ammanta.

(E' addirittura comico il fatto che adesso il corrotto sistema basato solo sulla sua crescita materiale stia iniziando a cercare suoi sostenitori -- notate l'affinità: sostenibilità-sostenitori -- anche tra coloro cui sta a cuore l'etica, come se potesse essere etico un sistema con strutture, modi e finalità ampiamente definibili immorali, basato esclusivamente sulle leggi del mercato e della competizione, dove ogni azienda vuole sbranare le altre per divenire più grande, dove l'obiettivo non è tanto soddisfare le reali, giuste, legittime esigenze di una persona o della società bensì vincere la competizione ad ogni costo, anche a costo di sfruttare a fin di vendita le debolezze del singolo come quelle della comunità, anche a costo di corrompere tutti e tutto, e che dimentica, anzi seppellisce completamente quant'altro, ed è davvero tanto, tantissimo, occorre ad una vita per essere equilibrata e quindi conducibile a buon fine).

Per dirne solo una, negli ultimi tempi sono nati tanti istituti, società, cooperative che monitorano la qualità dell'aria, dell'acqua, delle risorse in genere e che con le loro certificazioni, attestanti valori corrispondenti a normative nazionali od internazionali, permettono al sistema economico tradizionale di andare ancora avanti. Ebbene, anche nel migliore dei casi, quando non si tratta di semplice fumo sugli occhi, bensì anche quando se ne ottiene un qualche reale effetto positivo, tale effetto è purtroppo, nel contesto complessivo, non solo insignificante ma anche inutile se non addirittura dannoso, poichè ci si limita in verità a dei palliativi, ad una superficiale cura dei sintomi e non certo dei mali profondi del sistema. Grazie ad attività come queste, il sistema può continuare infatti a muoversi imperterrito lungo direttive pressochè immutate, di sfruttamento, saccheggio e corruzione, facendo crescere ancor più il male del mondo, e rendendo sempre più difficile la sua guarigione.

E cosa dire di tutti quegli ambientalisti che sono assolutamente convinti che risparmiare energie e risorse, trovare fonti alternative, pulire l'ambiente sia, in questo periodo storico, una cosa assolutamente buona (quindi praticamente tutti gli ambientalisti nazionali, tranne forse qualche rarissima eccezione che eventualmente confermerebbe tristemente la regola). Voi stessi, se mi state leggendo, vi starete chiedendo: come può questo qui affermare o solo pensare che non sia cosa buona?

E' proprio ciò che intendo discutere, invece, e la spiegazione è semplice ed evidente: il sistema corrotto, se non fosse giunto l'ambientalismo a fargli da supporto, si sarebbe probabilmente già dovuto fermare, avrebbe già dovuto fare conti più pesanti con le proprie nefandezze e forse, proprio per la maggiore evidenza di tali nefandezze, oggi invece allegerite, migliorate, ripulite, quindi rese più vaghe, dal movimento ecologista ed in futuro anche dal movimento etico, avrebbe più profondamente potuto rivedere se stesso e le sue finalità. Invece ... curando solo i sintomi, il male potrebbe infine divenire mortale.

Pulire e risparmiare è certo generalmente cosa buona, bella, giusta e piacevole. Come si potrebbe mai dire il contrario? Ma non è detto che sia la cosa più opportuna od urgente da fare in questo momento, o quantomeno è tendenza che presenta due opposte facce e risultati, in quanto tutto ciò potrebbe ritardare il tempo in cui il sistema sarà per forza di cose costretto a fare inversione di marcia. Tutto ciò che oggi ci allea al sistema può in realtà esser ritenuto quantomeno sospetto, perchè la sua corruzione è troppo profonda ed il sistema va cambiato alle radici, certo sempre in maniera legalmente e moralmente ineccepibile, ma non limitandosi a spuntare semplicemente i rami. Il fatto stesso che il sistema ci accolga di buon occhio, o che addirittura ci inviti a collaborare, quando questo accade, deve farci sospettare la verità.

Pulire e risparmiare può esser fatto con reale profitto, in realtà, solo a patto di prendere preliminarmente chiara, ben espressa, continua e sonora posizione in favore di una interruzione della crescita economica ed in favore, ebbene sì, di un decremento demografico. Altrimenti finirà tutto comunque in danno. Deve essere ben chiaro che pulire e risparmiare deve servirci non a crescere bensì a fornirci il tempo necessario a ridurre il nostro peso sul mondo, ed a permetterci di riequilibrare l'elevato sviluppo esteriore raggiunto con un adeguato sviluppo interiore, del singolo come della società, altrimenti, squilibrati come siamo, cadremo presto fragorosamente.

Mi permettereste una domanda?

Una buona ecologia dovrebbe avere a cuore la perfetta integrazione degli esseri umani con l'ambiente naturale. Logico che tale ecologia dovrebbe avere sempre ben chiaro in mente il rapporto tra il numero di tali esseri umani e la superficie del territorio su cui essi vivono, intendo dire che ogni buon ecologista dovrebbe avere come dato fondamentale, sempre davanti ai propri occhi, la densità demografica del proprio territorio.

Come mai allora, in tutti i comunicati ecologisti, i vostri comunicati dunque, che lamentano ogni genere di inquinamento, il proliferare delle antenne, delle scorie nucleari, dello smog, dei rifiuti, l'estinzione delle specie, il riscaldamento globale con relativo cambiamento climatico, etc. etc. etc. non si prende, voi non prendete in minima considerazione la densità demografica della vostra nazione e della vostra regione? Come mai, pur coi ripetuti, costanti allarmi in seguito all'impossibilità di smaltire i propri rifiuti in vari luoghi nazionali ed europei nessuno ha notato e tanto meno ha messo in risalto l'elevatissima densità demografica di quegli stessi luoghi? E come mai non si vedono dappertutto riportati a grandi lettere sui muri mediatici i seguenti dati:


country		pop. dens.	area		population
		(/km²)		(km²)		(2002-07-01 est.)

Israel		290		20,770		6,029,529

Palestinian
territories	545		6,220		3,389,578

confrontabili con quelli, già pesanti, nazionali:

Italy		192 		301,230 		57,715,625


Non potrebbe la densità demografica essere anch'essa una buona chiave di lettura, quanto meno da considerare, su quanto purtroppo sta accadendo da quelle parti?

Taboo. Il problema demografico è ancora oggi taboo. Come lo era il parlar di sesso fino a qualche tempo fa. Gli scienziati che parlavano di sovrapopolazione una trentina di anni fa sono ormai morti tutti, e non c'è stato un ricambio, quelli di oggi preferendo diplomaticamente limitarsi a pesare soltanto i consumi piuttosto che anche le persone, se non a farsi del tutto i fatti propri od a difendere qualche cuculo o grifone selvatico.

Eppure mica stiamo invocando delle leggi, degli obblighi, dei divieti, tutt'altro: solo consapevolezza, quello che occorre è solo rendere consapevoli le persone, dopodichè queste non potranno che decidere da sole per il meglio. Questa è la risposta tipo che riceviamo dalle persone più genuine, più oneste, quando presentiamo loro il problema demografico:

"... devo confessarti che purtroppo non abbiamo mai riflettuto sul problema. Cercheremo di iniziare ..."

mentre quando ci rivolgiamo ai professionisti dell'ambiente, per intenderci all'Augusta Comunità Ecologista, si sentono solo i fischiettii di chi proditoriamente fa finta di nulla. E più grande è l'associazione od il gruppo ecologista e più grande è l'indifferenza al problema, essendo naturalmente anche più grande la commistione con un sistema che concepisce se stesso solo in funzione di una arraffona, ipertrofica, squilibrata economia, e quindi della continua estensione dei suoi mercati.

In verità, all'interno della comunità ecologista italiana vi sono tante persone in gamba, con tante capacità ed altrettanti buoni sentimenti, ed anche personalmente riconosco che lo sviluppo sostenibile sia un primo passo probabilmente anticipatore di una conversione di maggior peso. Tuttavia penso che questa conversione stia procedendo troppo lentamente, penso che stiamo chiedendo troppo poco a noi stessi, ed ambiamo a risultati esigui rispetto alle reali esigenze. E penso soprattutto che ci lasciamo troppo prendere dal particolare, dal superficiale, e ci sfugga quasi del tutto ciò che è fondamentale.

Cent'anni fa eravamo un miliardo e mezzo di persone, oggi ne siamo più di sei miliardi, proiettati tutti in una folle corsa verso uno sviluppo cieco ed irresponsabile: niente di più facile che tra cent'anni, dopo aver attraversato gli orrori di chissà quante e quali tragedie planetarie, torneremo ad essere quanti ne eravamo cent'anni fa.

Sarebbero davvero tante le cose da dire, ed ancor più quelle da fare. Per questo mi limito ancora a chiedere: perchè non facciamo davvero nostro il noto slogan: agisci localmente pensa globalmente? Che sarebbe come dire: risolvi sì l'emergenza che hai sotto casa o la questione che ti sta più a cuore o che conosci di più, ma identifica ed occupati soprattutto delle cose fondamentali, che accomunano tutti e tutto. Perchè a fianco del vostro specifico interesse per gli animali, per il cibo vegetariano, per le alghe di mare, per le fonti alternative, per il futon, alla vostra passione per la bicicletta, al vostro specifico coinvolgimento nella lotta alle antenne, allo smog, ai rifiuti, al nucleare ed alle sue scorie, ed a quant'altro ritenete opportuno non abbinate anche lo studio di un tema assolutamente fondamentale, universale come la questione demografica, portando e diffondendo le consapevolezze che ve ne derivano in ogni vostra attività ed iniziativa pubblica?

Ed infine, dissociamoci apertamente da coloro che perseguono ancora lo sviluppo spacciandolo per sostenibile, non facciamoci corrompere da loro, lasciamoli soli, isoliamoli così che si possa meglio riconoscerli e possano maggiormente vergognarsi per le loro scelte ed incapacità di immaginare e volere un futuro migliore.

Occorre mutar di forma e di sostanza, quantomeno noi popoli ipersviluppati, altro che continuare a crescere. E per questo compito immane che ci attende c'è bisogno di tanta gente in gamba ed onesta. Ecologisti: almeno voi interrogatevi, dunque, su quello che state realmente facendo e se non sia meglio per tutti rivedere e mettere meglio a fuoco i vostri obiettivi.

E se, per un qualche caso di sorte benevola, vi ritrovaste in quanto ho cercato di esprimervi, certo con tale scarsa capacità che non posso che scusarmene, non vi limitate ad annuire, bensì iniziate a riflettere, ad inventare, a scrivere, ad intervenire personalmente, dovunque sia possibile ed in continuazione, su questi ed altri temi, verso queste ed altre direzioni, tutte ancora praticamente da scoprire, perchè le cose potranno iniziare a cambiare realmente quando non poche bensì molte, tantissime voci si leveranno forti ad affermare i principi non di uno sviluppo sostenibile, ma di un futuro realmente possibile e desiderabile, in breve: di una evoluzione auspicabile.

Tanti carissimi saluti a tutti,

Danilo D'Antonio
Laboratorio Eudemonia


List of countries by population density:

http://en.wikipedia.org/wiki/List_of_countries_by_population_density
http://www.studentsoftheworld.info/infopays/rank/densite2.html




all'Augusta Comunità Ecologista - Versione 1.0.8 - 21/06/35


Questo articolo sul sito del CFA.




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