Non si può non avere la massima simpatia per quelle persone che hanno guidato l'Umanità lungo la strada che l'ha condotta ad essere migliore. E non si può quindi non avere fiducia nelle tecniche che loro usarono, citandone una per tutte la nota disobbedienza civile. Appunto perché il mondo è andato avanti dai tempi in cui vissero quelle persone e furono praticate quelle tecniche, oggi esse vanno però completamente riconcepite, inserendole nel nuovo mondo, nelle nuove società, che desideriamo emergano e si stabiliscano.
Urge dunque capire che la disobbedienza civile non dev'essere più in carico a sudditi emarginati ed impotenti bensì deve competere a cittadini che accedono alla loro Res Publica alternandosi a tempo determinato nei pubblici impieghi tutti, e da lì, con diretta, piena conoscenza e padronanza delle situazioni, correttamente influiscono sui governi. Questi vanno resi edotti e responsabilizzati tramite preziosi feedback, cui tutt'ora dobbiamo rinunciare per via del mantenimento in vigore del vecchio stato lasciatoci in vergognosa eredità dalla monarchia e dal fascismo.
L'assunzione a vita, in impieghi spudoratamente spacciati per "pubblici", impedisce la partecipazione reale mentre governi di bassa estrazione etica ed intellettuale tengono a bada popoli sottomessi facilmente mantenendoseli buoni grazie alle illusioni generate da un subdolo associazionismo. Scavalcando queste associazioni e puntando dritto alla Repubblica, i cittadini, dismessi i riduttivi panni di membri di associazioni e sudditi del regno degli assunti a vita e degli ri-eletti di continuo, tornano finalmente umani pienamente sviluppati, acquisiscono competenza e maturità e divengono padroni del loro destino, stando dappresso ai loro governi.
La si finisca di avere inutili recriminazioni contro il governo di turno, sapendo che successo maggiore non si potrà avere che manifestare la propria emarginazione ed impotenza sfilando per le strade ed ammucchiandosi nelle piazze. Si licenzino invece oggi stesso coloro che hanno la pretesa d'essere padroni della Repubblica, si apra la Banca dei Pubblici Impieghi, ci si prenoti in essa ed una volta dentro i palazzi del potere si attui lì, con metodo ed ordine, ogni iniziativa per condurre i governanti sulla corretta strada da percorrere.
Solo così ogni associazione, cricca, elite, gruppo, lobby, ordine e mafia legale varia che s'è conficcata nella società perderà il potere che oggi ha sui governi e questi potranno finalmente mutare di genere, accogliere gente davvero in gamba e per bene e redarre poche leggi ben scritte. Evolviamo ordunque liberando una volta per sempre le nostre Istituzioni (pacificamente, legalmente, civilmente) dagli assunti a vita, da codeste bieche figure ereditate pari pari da oscuri tempi di gran lunga pre-democratici. La Res Publica è del Popolo ed al Popolo deve regolarmente ritornare. Si cominci col gridarlo forte e si vedrà quanto diverrà facile e veloce cambiare l'intero mondo.
Grati agli antichi Maestri del passato, ora dobbiamo senza esitazione superarli. Come essi stessi non potrebbero desiderare di più. La disobbedienza civile la si fa all'interno della Repubblica, non da fuori, da perfetti inetti quali sono quelli che continuano a non evolvere. Il caso del famigerato D.P.R. 380/2001 è perfetto per mostrare che solo dall'interno del sistema, impuntandosi e dicendo "NO! io a quest'ingiustizia non partecipo!" si può e si deve avere una disobbedienza corretta e funzionale.