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Riprendiamo allora la nostra esplorazione interiore, accantonando domande che per il momento ci trovano ancora impreparati.
Ora siamo diventati già più bravi a lasciare scorrere i nostri pensieri senza esserne coinvolti. Siamo in grado di gustarci quel vuoto mentale e le sensazioni di pace e gioia che ad esso si accompagnano. Proprio in questa condizione possiamo osservare per bene quel vuoto. Ci accorgiamo che esso è pura percezione. Un oceano di percezione. “Sentiamo” infiniti segnali dall’ambiente e da noi stessi. Avvertiamo luci, colori, suoni, odori, sapori, temperature, peso, vibrazioni, appetiti e sazietà, umidità, gorgoglii, tremori, desideri, ricordi, immagini, pensieri... Ad un certo punto il pensiero ci appare proprio come una delle infinite forme che può prendere la percezione. |
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