In breve:
1) osserviamo che un qualsiasi cittadino può acquisire da un apposito Ufficio un
brevetto industriale per proteggere una sua idea che sia concretizzabile materialmente;
2) osserviamo anche che questa protezione, per i guadagni che essa permette, favorisce un continuo, enorme, veloce sviluppo tecnologico industriale;
3) ipotizziamo allora la nascita di uno specifico
brevetto sociale che, pur non ponendo alcuna restrizione alla circolazione delle idee agevolandone anzi la diffusione, garantisca identica opportunità di guadagno agli autori di quelle proposte d'innovazione sociale che, essendo dapprima presentate ad un apposito Ufficio, venissero poi votate dalla cittadinanza all'interno di un altrettanto specifico
Mercato delle Innovazioni Sociali, ed eventualmente infine ratificate dalle tradizionali Istituzioni di Governo.
In questo modo pensiamo si possa favorire uno sviluppo delle nostre ancor oggi tragicamente vetuste organizzazioni sociali, e di conseguenza della nostra cultura e del nostro patrimonio di idee, di pari livello dello sviluppo di cui da tempo gode la nostra tecnologia industriale.