Il mercato delle innovazioni sociali

Una società d'impresa sociopolitica

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Immaginiamo che:


1) alcune persone costituiscano una società per azioni che si definisca come un nuovo ente politico: una "assemblea popolare permanente premiata", o "mercato delle innovazioni sociali" che lo si volesse chiamare, che permettesse ad ogni cittadino di presentare un proprio progetto di legge e votare quelli altrui, venendo adeguatamente ricompensato nel caso la sua proposta fosse infine ratificata dai tradizionali organi di governo;

2) tale società ed ente sia dotato di un regolamento/statuto che lo qualifichi nè più nè meno come un partito politico, con la differenza che esso s'impegna a sostenere solo quanto deciso dall'assemblea dei cittadini riuniti a proporre e votare;

3) i promotori dell'iniziativa, e proprietari della nuova impresa sociopolitica, investano essi stessi del denaro per primi e poi ne raccolgano altro da persone esterne che vogliano divenire a loro volta azioniste;

4) con il complessivo capitale a disposizione, i proprietari della società realizzino una struttura operativa, dotata naturalmente di un sito web, dove i cittadini possano da subito iniziare a presentare, discutere e votare loro proposte di legge;

5) alle prossime elezioni il nuovo partito/non-partito, nuovo ente politico ed impresa sociale, si presenti, pure pagandoli profumatamente, coi migliori legali e rappresentanti sulla piazza, al fine di affermare la volontà popolare nelle tradizionali sedi;

6) una volta che il nuovo Ente Politico avesse cominciato a funzionare regolarmente, i proprietari lo vendano, perché in tal senso preliminarmente si sono impegnati, allo Stato italiano affinché continui a farlo funzionare all'interno della PA, distribuendo ai soci i dividendi a seguito dello scioglimento dell'iniziativa privata e realizzando loro stessi un netto guadagno sulla somma investita, traendo quindi un buon compenso dal lavoro compiuto.

7) ci ritrovassimo tutti quanti da qualche parte a festeggiare la conclusione di un importante lavoro che potrebbe cominciare OGGI stesso!


Perché aspettare passivi, mesti e sconsolati, le prossime elezioni, sapendo pure che non verrà fuori niente di nuovo, nè dal vostro partito preferito nè da altri, quando insieme potremmo già da oggi cominciare a rivoluzionare, pacificissimamente, legalissimamente, civilissimamente, grazie alla genuina sensibile creatività dei singoli cittadini, semplicemente tutto? Quando potremmo far divenire davvero democratico questo Paese?


Vi ringrazio molto per l'attenzione, buonissime cose,

Danilo D'Antonio
Laboratorio Eudemonia








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