Il mercato delle innovazioni sociali

E' sempre tempo di elezioni!

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Di recente si vedono sempre più iniziative politiche ad opera di semplici cittadini che presentano una propria Lista indipendente impostandola sul meraviglioso concetto e metodo della DEMOCRAZIA DIRETTA e PARTECIPATA, sarebbe a dire quel sistema che permette a tutti i cittadini di presentare direttamente loro proposte di legge e votarle essi stessi. Tuttavia tali iniziative, per come sono ora, non hanno grandi speranze di ottenere un risultato perché partono quasi sempre da vecchi presupposti che sono in contrasto coi loro stessi nuovi metodi.

Mi si permetta una immediata e conclusiva osservazione: se si desidera che una iniziativa di democrazia diretta e partecipata, che parta dunque dai cittadini e non da organizzazioni politiche consolidate in decenni di storia, abbia successo, occorre far fronte alle due precise esigenze che di seguito vengono illustrate.


1) La prima esigenza da tenere a mente è quella di dover organizzare l'iniziativa in modo che sia in grado di accogliere TUTTI i CITTADINI, nessuno escluso, presenti sul territorio. Non solo quelli di una specifica sensibilità culturale e tendenza politica, bensì proprio TUTTI, quali che siano i loro personali gusti e preferenze! Questo significa che bisogna presentare ed organizzare la propria iniziativa come un puro, asettico, neutrale strumento di comunicazione tra i cittadini e l'agorà politica istituzionale. Quindi, per essere chiari, occorre EVITARE OGNI PROGRAMMA PRECONFEZIONATO, preconcepito, precostituito. Occorre evitare anche ogni espressione ed indirizzamento di parte che andrebbe ad escludere la restante gran parte della cittadinanza.

Presentando una iniziativa di parte si raccoglierebbe, come al solito, la ristretta adesione di una inconcludente minoranza. Limitandoci invece, noi semplici cittadini desiderosi di far avanzare la società, a porci come semplice amplificatore della voce di altri cittadini come noi, che intendono a loro volta presentare le loro proposte, quali che siano (perfino in contrasto coi nostri ideali!), l'iniziativa di democrazia diretta e partecipata avrà pieno successo perché nessuno si sentirà escluso in partenza e la partecipazione potrà essere massiccia.



Bisogna accettare questa strategia non temendo di esporsi ad un vasto e variegato pubblico, bensì sapendo che dalla vasta partecipazione civica emergeranno ed infine verranno approvate solo quelle proposte che raccoglieranno un vero interesse collettivo, quindi per forza di cose quelle di maggior beneficio per tutti! Ci troviamo di fronte a qualcosa di ben diverso dal tradizionale voto teso a selezionare un candidato. Avendo i cittadini la possibilità di presentare e scegliere singole proposte, anche quelli che generalmente NON la pensano come noi, e voterebbero candidati differenti dai nostri, voteranno ora le migliori proposte, quelle che vanno a reale beneficio delle persone e non delle categorie, dei gruppi, delle caste e delle lobby!

Le proposte che verranno presentate saranno sì di varia natura e tendenza. Tuttavia, poiché finalmente saranno i cittadini stessi tanto a proporre quanto a votare, senza essere indirizzati da chicchessia, da partiti od altri interessi sovrapersonali, ciò che si affermerà sarà essenzialmente quanto va a beneficio delle persone e non dei raggruppamenti. Ma è importante non presentarsi di parte per NON escludere nessuno. Altrimenti noi stessi per primi avremmo non solo affossato la nostra iniziativa ma anche bruciato la fiducia della gente nella democrazia diretta e partecipata!


2) La seconda esigenza parte dalla consapevolezza che nessuno può far nulla per nulla. Anzi, diciamolo chiaramente: per quale assurda ragione il cittadino dovrebbe impegnarsi gratuitamente a trovare soluzioni, pure di un certo valore, quando ci sono già una caterva di persone, nella pubblica amministrazione e nel mondo politico, che vengono ben pagate per farlo senza per altro combinare nulla di buono? E per quale ragione il cittadino dovrebbe vedere ovunque altri guadagnare ed accettare di lavorare per il bene comune senza uno straccio di ritorno finanziario? Quindi: la cittadinanza parteciperà a frotte e si impegnerà SOLO a patto che le proposte che essa presenta, se accettate ed infine ratificate, procureranno ai loro autori una congrua somma di denaro come giusta ricompensa. Lo stesso discorso vale se si desidera avere il contributo di persone di valore, non i soliti passanti che non sanno che fare, bensì persone il cui pensiero, la cui esperienza, il cui valore brillano ben forti.


Qui sta il segreto del successo: nei SOLDI! Il giorno stesso in cui spediremo un comunicato alla stampa, dichiarando che i cittadini verranno adeguatamente ricompensati in caso di accettazione della loro proposta, otterremo una così VASTA ed INTENSA ATTENZIONE e CLAMOROSO SEGUITO da non esserci alcun dubbio sul SUCCESSO dell'iniziativa! E pensate anche allo shift culturale e morale che se ne avrebbe in capo a poco tempo. Perché tanta gente oggi s'interessa di "sport" o partecipa a miriadi di concorsi, lotterie e giochi d'azzardo? Per denaro! Ed allora facciamo fluire denaro a fiumi (non elemosine ma autentiche fortune!) attraverso la nostra iniziativa politica ed avremo cominciato davvero a cambiare il mondo. Un esempio di come questo si possa facilmente e giustificatamente mettere in atto è riportato nella parte finale del documento che presenta il progetto dell'

Assemblea-Popolare-Permanente-Premiata

altrimenti detta:

Il-Mercato-delle-Innovazioni-Sociali

che sarebbe appunto il primo passo ben messo per far raggiungere il successo ad ogni iniziativa di democrazia diretta e partecipata.


Vi ringrazio molto per l'attenzione, buonissime cose,

Danilo D'Antonio
Laboratorio Eudemonia



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