Date: 15/05/04 21.52 From: radicali-toscana@yahoogroups.com To: radicali-toscana@yahoogroups.com Copy: Subject: [radicali-toscana] Digest Number 1284 Return-Path: Received: from n46.grp.scd.yahoo.com (n46.grp.scd.yahoo.com [66.218.67.23]) by hyperlinker.com (8.11.6/8.11.6) with SMTP id i4G2qlj31873 for ; Sat, 15 May 2004 21:52:48 -0500 X-eGroups-Return: sentto-1479880-1284-1084675962-eulab=hyperlinker.com@returns.groups.yahoo.com Received: from [66.218.67.194] by n46.grp.scd.yahoo.com with NNFMP; 16 May 2004 02:52:42 -0000 MIME-Version: 1.0 Message-ID: <1084675962.724.58496.m12@yahoogroups.com> Mailing-List: list radicali-toscana@yahoogroups.com; contact radicali-toscana-owner@yahoogroups.com Delivered-To: mailing list radicali-toscana@yahoogroups.com Precedence: bulk List-Unsubscribe: Date: 16 May 2004 02:52:42 -0000 From: radicali-toscana@yahoogroups.com To: radicali-toscana@yahoogroups.com Subject: [radicali-toscana] Digest Number 1284 Reply-To: radicali-toscana@yahoogroups.com Content-Type: text/plain; charset=ISO-8859-1 Content-Transfer-Encoding: 8bit X-MIME-Autoconverted: from quoted-printable to 8bit by hyperlinker.com id i4G2qlj31873 Questa emissione contiene 2 messaggi. Argomenti in questa selezione: 1. c.a. Leader Radicali Da: "Laboratorio Eudemonia" 2. Re: c.a. Leader Radicali Da: "Edoardo" ________________________________________________________________________ ________________________________________________________________________ Messaggio: 1 Data: Sat, 15 May 2004 13:04:04 +0200 Da: "Laboratorio Eudemonia" Oggetto: c.a. Leader Radicali Alla cortese attenzione dei Leader Radicali, e di quanti stanno leggendo in questo momento. Gentili Signore, gentili Signori, vi presento i miei migliori riguardi. Apprezzo molto la vostra serietà nell'affrontare questioni e problemi di grande peso, e così pure il vostro modo pacato e sereno di confrontarvi in politica. Per questo motivo mi permetto oggi di richiedere la vostra attenzione, poichè percepisco quanto voi possiate essere le persone giuste cui comunicare la urgente necessità di un epocale cambiamento di rotta nella condotta delle nostre società. Da ogni dove, continuamente, si susseguono invocazioni allo sviluppo economico e tecnologico. Paesi, le cui economie sono le più avanzate nel mondo ed hanno già conquistato enormi ricchezze, continuano a perseguire ad ogni costo un ulteriore sviluppo. Uomini di governo, capi di stato, persone mature, spesso anziane, che in ogni caso dovrebbero saggiamente invitare alla prudenza, alla calma, alla moderazione, spingono interi popoli ad una continua, sfrenata, nei fatti disastrosa, corsa per la supremazia economica e tecnologica. Ogni rapporto umano all'interno delle società sta venendo distrutto, e perfino le persone più pacifiche e per loro originaria virtù più disinteressate, quelle che mai avrebbero guardato ad alcuno in maniera avida, vengono istigate e condotte da ogni persona al potere a trasformarsi in rapaci individui, in aspra competizione l'un contro l'altro, lanciati in una caccia senza tregua fino all'ultimo cliente, ed inevitabilmente condotti, per l'alto livello di aggressività della competizione stessa, a dimenticare ogni legge, etica e morale. Un intero pianeta è sottoposto a continua, incessante opera di saccheggio, e l'ecosfera, l'ambiente dove la vita ci era stata permessa finora in maniera relativamente agevole, sta per subire trasformazioni tali, a detta anche di autorevoli ed indubitabili voci, non ultima quella del Pentagono USA, da poterci presto far ripiombare nel più buio degli evi, un tempo in cui la parola sopravvivenza riacquisterebbe ruolo e significato di primo piano. E tutto questo mentre l'elevata densità demografica, unita all'elevato sviluppo economico ed all'elevato livello tecnologico, crescente ormai in maniera esponenziale, sta conducendo gli esseri umani a disgregare sempre più il tessuto delle loro società, e, come fossero molecole di un gas compresso all'interno di un ristretto recipiente messo sul fuoco per generare una esplosione, ad assumere sempre più le caratteristiche dei componenti di una miscela altamente esplosiva. Perchè tutto questo? La ragione autentica non va sicuramente cercata in un anelito verso la migliore qualità della vita, qualità che è già drasticamente ridotta, la vita stessa essendo messa a repentaglio dai ritmi frenetici cui è costretto l'essere umano e dallo scempio del mondo naturale. Nè possiamo trovare tale ragione nel fatto che nei Paesi più sviluppati vi siano ancora delle persone povere. Questo non lo si deve certo all'insufficiente livello di sviluppo economico raggiunto, bensì ad una mancata equa ridistribuzione del lavoro, e dei redditi che ne derivano, tra tutti i componenti della società. E possiamo forse trovare la ragione autentica della sconsiderata pulsione ad uno sviluppo ad oltranza nel puro desiderio di portare il benessere nei Paesi non ancora sviluppati? Semmai nel reperimento di mano d'opera a costo pressochè nullo, nell'apertura di nuovi mercati, e nello sfruttamento di nuovi territori, per permettere ai già tanto ricchi di arricchire ancor più. Ed ancora possiamo mai credere per davvero che esista la possibilità di uno "sviluppo sostenibile", così come attualmente concepito, dove le variabili da sviluppare siano sempre e solo quelle demografiche, economiche, e tecnologiche? E' una bella invenzione, certo, ma buona solo per i gonzi. Se i Paesi ancora in via di sviluppo bene faranno ad uscire come meglio potranno dalle loro presenti condizioni, in un modo si spera più dignitoso ed evoluto del nostro, ben diverso dovrà essere il nostro sviluppo futuro. Noi, popoli ipersviluppati, abbiamo ricchezze a sufficienza per permetterci, e quindi abbiamo il dovere, di decidere una tregua per mettere ben a fuoco, ragionando con onestà, la vera ragione, l'unico motivo davvero valido della nostra sfrenata corsa allo sviluppo, ponendo finalmente bene in chiaro così il più antico, tuttora irrisolto, maestoso problema delle nostre società, e quindi concentrarci su tale problema e trovargli la più appropriata, la più giusta e definitiva delle soluzioni. Esiste, in verità, una ragione realmente valida che ci ha condotto finora lungo la strada di uno sviluppo demografico/economico/tecnologico ad ogni costo. Questa ragione consiste nel fatto che occorre scongiurare il pericolo reale di una invasione, fors'anche dapprima solo commerciale, e di una successiva sopraffazione totale del proprio Paese da parte di qualsiasi altro Paese del mondo che sia in grado di crescere più velocemente e di acquisire maggiori capacità. Si tratta di un pericolo concreto, che spiega perfettamente perchè i Governi continuino caparbiamente a perseguire una crescita di stampo tradizionale ben oltre il limite che sarebbe consigliabile. Si tratta di una minaccia che va affrontata con il massimo impegno, cominciando col dichiarare apertamente e diffusamente la tragica realtà delle cose umane, e prendendo quindi i dovuti provvedimenti. Piuttosto che continuare a perseguire una crescita cieca dell'economia, della tecnologia, della popolazione, un tipo di sviluppo che condotto così come avviene oggi, obbedendo alle sole ragioni della difesa e dell'espansione, non può che finire in danno per ognuno dei popoli di questo Pianeta, i Paesi già abbondantemente sviluppati hanno il dovere di abbandonare i vecchi comportamenti fatui ed impulsivi tipici di un essere adolescente, e di cercare e scoprire i comportamenti più pregni e riflessivi di un essere ormai cresciuto e divenuto quindi maturo. I Governi di tali Paesi devono innanzitutto concentrare le proprie energie nella stipulazione di patti indissolubili tra le nazioni, patti che ci conducano ad una pace di concezione e livello di molto superiori a quella che finora abbiamo potuto immaginare e perseguire. Tali patti devono necessariamente comprendere norme di autocontenimento economico e tecnologico. Occorre adoprarsi affinchè ogni Paese, di concerto, si doti di mezzi costituzionali per autodisciplinarsi in modo che venga impedito il loro altrimenti inevitabile straripamento massiccio, foss'anche solo commerciale o culturale, nei territori altrui. Occorre istituire apposite norme e commissioni internazionali che stabiliscano i livelli dei vari tipi di sviluppo raggiungibili da ogni Paese e con obiettività tengano sotto controllo i livelli raggiunti. Perchè la pace, così come oggi concepita, non è più sufficiente ed occorre immaginare i modi per raggiungere una pace più profonda, più solida e tenace. Contemporaneamente dobbiamo tutti prendere coscienza ed accettare il fatto che le popolazioni dei nostri Paesi sono numericamente eccessive tanto per le risorse disponibili nei nostri rispettivi territori quanto per semplici ma vitali ragioni di spazio, le aree disponibili non permettendo più già oggi, al presente grado di sviluppo economico e tecnologico, interazioni sane sia all'interno della società, tra gli individui, sia verso l'esterno, con l'ambiente naturale, certamente essendo destinate a peggiorare oltremodo col raggiungere di livelli ancora più elevati di sviluppo. Dobbiamo quindi attendere che le popolazioni decrescano per il naturale ciclo della vita e lasciare che esse ritornino a densità ottimali da stabilire in base alle risorse disponibili localmente ed al livello di sviluppo che desidereremo mantenere. In tal modo, disciplinandoci noi, riusciremo forse ad evitare che a ridurre le popolazioni siano invece le guerre, le epidemie e le calamità. Ma il nostro generale, comune maggiore impegno deve essere uno sviluppo interiore, una evoluzione profonda di noi stessi e delle nostre organizzazioni, con questo intendendo la ristrutturazione della forma mentale dell'individuo ed organizzativa della società in un modo che, attraverso la libera circolazione delle idee nei cervelli e delle persone nelle strutture sociali, possa diffondersi una obiettività, una onestà intellettuale, un realismo cui non potrà che seguire una complessiva capacità di analisi e di efficace interazione sociale, tale che ogni problema, dal più piccolo al più grande, addirittura mastodontico, planetario, sia condotto a piena, subitanea e definitiva soluzione, con totale soddisfazione di ogni singolo componente delle nostre società. Perchè noi stessi siamo all'origine dei nostri problemi e solo noi potremo trovar loro soluzione. Dobbiamo riflettere sul fatto che il progresso di cui abbiamo bisogno oggi somiglia molto alla seconda fase di un processo bipolare, come ad esempio il respiro. Dopo una lunga, lunghissima fase di inspirazione, dopo aver inglobato nella nostra società ricchezze a non finire, scoprendo, creando, inventando, costruendo, in un vortice crescente di attività di ogni tipo e valore, spesso positive ma molte volte anche negative, ora dobbiamo impegnarci in una accurata fase di espirazione, durante la quale poter espellere tutte le tossine e le nocività cui in precedenza, per la fame e l'urgenza, non abbiamo badato, ma anche ciò che oramai ha esaurito il suo apporto nutritivo e va infine abbandonato. Questo dobbiamo fare, se desideriamo avere la possibilità di un ulteriore respiro. E queste sono le vere, più importanti sfide della nostra epoca: sulla base di più convinti, decisi, risoluti accordi di pace, sulla base di adeguate norme di autocontenimento, sulla base di una evoluzione individuale e sociale verrà deciso il nostro destino. Così facendo, senza patire la minima sofferenza se non quella, irrisoria, del nostro stupido fanciullesco orgoglio che ancora ostacola il cambiamento e la presa di più mature decisioni, al contrario godendone e gioiendone ampiamente, potremo tutti vincere definitivamente la corsa allo sviluppo. Signore, signori, oggi scelte convenzionali ci farebbero andar dritto lì dove la realtà devia e ci getterebbero fuori strada, nel precipizio. I tempi eccezionali in cui ci troviamo a vivere richiedono scelte altrettanto eccezionali. Perchè l'umanità possa superare indenne questo tempo, occorrono persone in grado di fare tali coraggiose scelte. Voi, ve la sentite? Col mio miglior saluto, Danilo D'Antonio dan(at)hyperlinker.org Laboratorio Eudemonia Piazza del Municipio 64010 Rocca S. M. (TE) - Italy tel. 0861 415655 fax_1: 06 233 241 386 fax_2: 02 700 445 316 Quale sviluppo, oggi? Dopo lo sviluppo, la maturità http://quale-sviluppo.hyperlinker.org Alla ricerca dei fondamentali http://fondamentali.hyperlinker.org La Questione Demografica http://demografica.hyperlinker.org Gay-Lussac sulla densità demografica http://gay-lussac-e-demografia.hyperlinker.org/ Verso una Armonica Rotazione Sociale http://armonica-rotazione-sociale.hyperlinker.org Quando sarà possibile un altro mondo? http://quando-altro-mondo.hyperlinker.org Come vincere la corsa allo sviluppo http://come-vincere.hyperlinker.org Nanotecnologia e società. Un possibile scenario da incubo http://nanotecnologia-e-societa.hyperlinker.org Lettera ai Leader # Versione 1.0.3 # 15-05-35 ________________________________________________________________________ ________________________________________________________________________ Messaggio: 2 Data: Sat, 15 May 2004 14:19:29 +0200 Da: "Edoardo" Oggetto: Re: c.a. Leader Radicali Io sono ovviamente tutt'altro che uno dei "leaders radicali"; purtuttavia me la sento di dare alcune risposte o fornire commenti su questa mail, almeno per quello che è il mio punto di vista (poi, essendo una ML, penso seguirà un qualche tipo di dibattito su questo tema...). taglierò dalla risposta le parti della mail originali che non hanno attinenza ai miei commenti...tanto la mail originale l'abbiamo tutti, non credo che sia necessario quotarla per intero... Edoardo Laboratorio Eudemonia wrote: > Alla cortese attenzione dei Leader Radicali, > e di quanti stanno leggendo in questo momento. > > Ogni rapporto umano all'interno delle società sta venendo distrutto, > e perfino le persone più pacifiche e per loro originaria virtù più > disinteressate, quelle che mai avrebbero guardato ad alcuno in > maniera avida, vengono istigate e condotte da ogni persona al potere > a trasformarsi in rapaci individui, in aspra competizione l'un contro > l'altro, lanciati in una caccia senza tregua fino all'ultimo cliente, > ed inevitabilmente condotti, per l'alto livello di aggressività della > competizione stessa, a dimenticare ogni legge, etica e morale. Non mi pare niente di diverso da ciò che è la naturale competizione quotidiana interna a tutte le specie animali - la nostra è solo maggiornemte evoluta e con la specie anche la competizione si è evoluta... Sarebbe castrante semmai negare la spinta competitiva e chiudersi in un'involuzione apatica a mio giudizio... > E tutto questo mentre l'elevata densità demografica, unita > all'elevato sviluppo economico ed all'elevato livello tecnologico, > crescente ormai in maniera esponenziale, sta conducendo gli esseri > umani a disgregare sempre più il tessuto delle loro società, e, come > fossero molecole di un gas compresso all'interno di un ristretto > recipiente messo sul fuoco per generare una esplosione, ad assumere > sempre più le caratteristiche dei componenti di una miscela altamente > esplosiva. Il problema demografico è un problema naturale...e nelle società evolute sta naturalmente venendo affrontato dagli stessi componenti di quelle società, che perlappunto sono adesso "a crescita zero": si fanno meno figli!!! Dove tale problema ha ancora da essere risolto è semmai dove la ricchezza non c'è, nelle società arretrate, che non avendo vissuto un'epoca illuministica come invece le società evolute, soffrono sia di carenze culturali che di influenze religiose che bloccano i processi di contenimento delle nascite. > Perchè tutto questo? > > > La ragione autentica non va sicuramente cercata in un anelito verso > la migliore qualità della vita, qualità che è già drasticamente > ridotta, la vita stessa essendo messa a repentaglio dai ritmi > frenetici cui è costretto l'essere umano e dallo scempio del mondo > naturale. Nè possiamo trovare tale ragione nel fatto che nei Paesi > più sviluppati vi siano ancora delle persone povere. Questo non lo si > deve certo all'insufficiente livello di sviluppo economico raggiunto, > bensì ad una mancata equa ridistribuzione del lavoro, e dei redditi > che ne derivano, tra tutti i componenti della società. Sbagliato, è vero che non si ha ridistribuzione della ricchezza, ma non la si ha anche perchè l'economia non è sviluppata ed il livello culturale nemmeno. E' una "rivoluzione culturale" quella che è necessaria per tali popoli... > E possiamo forse trovare la ragione autentica della sconsiderata > pulsione ad uno sviluppo ad oltranza nel puro desiderio di portare il > benessere nei Paesi non ancora sviluppati? Semmai nel reperimento di > mano d'opera a costo pressochè nullo, nell'apertura di nuovi mercati, > e nello sfruttamento di nuovi territori, per permettere ai già tanto > ricchi di arricchire ancor più. Lo sviluppo di nuovi mercati comporta il miglioramento delle condizioni dei paesi in cui i mercati si svilupperanno. Non è che in europa prima del capitalismo le condizioni economiche e sociali fossero troppo migliori di quelle di milti paesi arretrati odierni, è stato proprio lo sviluppo capitalistico, unito ad una presa di coscienza culturale, che ha portato ai livelli di benessere attuali - fermi restando of course i problemi che tutt'ora la nostre società si trovano a dover gestire. > Noi, popoli ipersviluppati, abbiamo ricchezze a sufficienza per > permetterci, e quindi abbiamo il dovere, di decidere una tregua per > mettere ben a fuoco, ragionando con onestà, la vera ragione, l'unico > motivo davvero valido della nostra sfrenata corsa allo sviluppo, > ponendo finalmente bene in chiaro così il più antico, tuttora > irrisolto, maestoso problema delle nostre società, e quindi > concentrarci su tale problema e trovargli la più appropriata, la più > giusta e definitiva delle soluzioni. Tregua? stai chiedendo che chi si sviluppa debba fermarsi per aspettere chi è indietro??? Facendo come dici te saremmo ancora all'età della pietra... E' normale che chi si sviluppa cerchi di migliorarsi continuamente... al di là del fatto che hai una concezione cominitaristica-organicistica delle società occidentali sbagliata, non siamo un "uno" ma molteplici diversità. E' una concezione che mi ricorda un po' (lo dico senza offesa perchè so che con tali fanatismi non hai niente a che spartire) la concezione millenaristica del "popolo ariano" che aveva Hitler. Niente di più lontano dalla realtà, proprio perchè lo sviluppo dell'illuminismo e del positivismo che sono alla base delle società occidentali ha permesso lo sviluppo di una società individualistica, dove le singole persone non sono "mattoni in un unico muro" ma singoli individui l'uno diverso dall'altro, che vivono in società per loro libera scelta ma che sono diversi l'uno dall'altro per pensieri, ideologie, comportamenti, fini etc etc. > Esiste, in verità, una ragione realmente valida che ci ha condotto > finora lungo la strada di uno sviluppo > demografico/economico/tecnologico ad ogni costo. Questa ragione > consiste nel fatto che occorre scongiurare il pericolo reale di una > invasione, fors'anche dapprima solo commerciale, e di una successiva > sopraffazione totale del proprio Paese da parte di qualsiasi altro > Paese del mondo che sia in grado di crescere più velocemente e di > acquisire maggiori capacità. L'invasione che potrebbe preoccuparci ormai è demografica più che commerciale, io direi... > Piuttosto che continuare a perseguire una crescita cieca > dell'economia, della tecnologia, della popolazione, un tipo di > sviluppo che condotto così come avviene oggi, obbedendo alle sole > ragioni della difesa e dell'espansione, non può che finire in danno > per ognuno dei popoli di questo Pianeta, i Paesi già abbondantemente > sviluppati hanno il dovere di abbandonare i vecchi comportamenti > fatui ed impulsivi tipici di un essere adolescente, e di cercare e > scoprire i comportamenti più pregni e riflessivi di un essere ormai > cresciuto e divenuto quindi maturo. Pare una riflessione di inizio novecento... Scritta da un marxista forse, non so... > I Governi di tali Paesi devono innanzitutto concentrare le proprie > energie nella stipulazione di patti indissolubili tra le nazioni, > patti che ci conducano ad una pace di concezione e livello di molto > superiori a quella che finora abbiamo potuto immaginare e perseguire. > Tali patti devono necessariamente comprendere norme di > autocontenimento economico e tecnologico. Occorre adoprarsi affinchè > ogni Paese, di concerto, si doti di mezzi costituzionali per > autodisciplinarsi in modo che venga impedito il loro altrimenti > inevitabile straripamento massiccio, foss'anche solo commerciale o > culturale, nei territori altrui. Occorre istituire apposite norme e > commissioni internazionali che stabiliscano i livelli dei vari tipi > di sviluppo raggiungibili da ogni Paese e con obiettività tengano > sotto controllo i livelli raggiunti. Perchè la pace, così come oggi > concepita, non è più sufficiente ed occorre immaginare i modi per > raggiungere una pace più profonda, più solida e tenace. insomma, ci vuole un grande fratello mondiale che decida per tutti cos'è meglio e cosa no, secondo te... Per me, guarda un po', è bene che ognuno di noi invece si crei una propria concezione etica per distinguere siò che è bene da ciò che è male e che la applichi in proprio... La società attuale è creata non per propositi totalitari, come sarebbe la tua, ma per propositi di convivenza civile con lo scopo di limitare il meno possibile le libertà dei consociati (e sì che tutt'ora ne vengono limitate moltissime...). Davvero, adesso il tuo discorso è chiaramente neomarxista - quasi neoleninista... > Contemporaneamente dobbiamo tutti prendere coscienza ed accettare il > fatto che le popolazioni dei nostri Paesi sono numericamente > eccessive tanto per le risorse disponibili nei nostri rispettivi > territori quanto per semplici ma vitali ragioni di spazio, le aree > disponibili non permettendo più già oggi, al presente grado di > sviluppo economico e tecnologico, interazioni sane sia all'interno > della società, tra gli individui, sia verso l'esterno, con l'ambiente > naturale, certamente essendo destinate a peggiorare oltremodo col > raggiungere di livelli ancora più elevati di sviluppo. Dobbiamo > quindi attendere che le popolazioni decrescano per il naturale ciclo > della vita e lasciare che esse ritornino a densità ottimali da > stabilire in base alle risorse disponibili localmente ed al livello > di sviluppo che desidereremo mantenere. In tal modo, disciplinandoci > noi, riusciremo forse ad evitare che a ridurre le popolazioni siano > invece le guerre, le epidemie e le calamità. dobbiamo, dobbiamo, dobbiamo...e chi la pensa diversamente da te? lo fucialamo o semplicemente lo mettiamo in un angolo e ce ne freghiamo di lui...o magari di loro...o magari se sono maggioranza ce ne freghiamo anche della democrazia...??? Mah... comunque la natura ha già provvisto come detto a bloccare la crescita demografica nelle società più evolute; nel terzo mondo si va avanti ancora a carestie per limitare la densità demografica, se le religioni mollassero un po' la presa e facessero intervenire rimedi come la contraccezione o la sterilizzazione (se volontaria) gratuita forse ci sarebbero meno carestie... > Ma il nostro generale, comune maggiore impegno deve essere uno > sviluppo interiore, una evoluzione profonda di noi stessi e delle > nostre organizzazioni, con questo intendendo la ristrutturazione > della forma mentale dell'individuo ed organizzativa della società in > un modo che, attraverso la libera circolazione delle idee nei > cervelli e delle persone nelle strutture sociali, possa diffondersi > una obiettività, una onestà intellettuale, un realismo cui non potrà > che seguire una complessiva capacità di analisi e di efficace > interazione sociale, tale che ogni problema, dal più piccolo al più > grande, addirittura mastodontico, planetario, sia condotto a piena, > subitanea e definitiva soluzione, con totale soddisfazione di ogni > singolo componente delle nostre società. Perchè noi stessi siamo > all'origine dei nostri problemi e solo noi potremo trovar loro > soluzione. Davvero, ora vorresti anche riplasmare la mente umana...stai dicendo cose che sarebbero piaciute sia a Hitler che a Lenin...anche se capisco che il tuo scopo sia "buonista", ma la prospettiva è tutt'altro che democratica e rispettosa dell'individuo... > Dobbiamo riflettere sul fatto che il progresso di cui abbiamo bisogno > oggi somiglia molto alla seconda fase di un processo bipolare, come > ad esempio il respiro. Dopo una lunga, lunghissima fase di > inspirazione, dopo aver inglobato nella nostra società ricchezze a > non finire, scoprendo, creando, inventando, costruendo, in un vortice > crescente di attività di ogni tipo e valore, spesso positive ma molte > volte anche negative, ora dobbiamo impegnarci in una accurata fase di > espirazione, durante la quale poter espellere tutte le tossine e le > nocività cui in precedenza, per la fame e l'urgenza, non abbiamo > badato, ma anche ciò che oramai ha esaurito il suo apporto nutritivo > e va infine abbandonato. Questo dobbiamo fare, se desideriamo avere > la possibilità di un ulteriore respiro. cioè...tornimo nel medioevo per un po', facciamo riposare la terra come nella rotazione delle colture, e poi magari ci riespandiamo??? No grazie... > E queste sono le vere, più importanti sfide della nostra epoca: sulla > base di più convinti, decisi, risoluti accordi di pace, sulla base di > adeguate norme di autocontenimento, sulla base di una evoluzione > individuale e sociale verrà deciso il nostro destino. Così facendo, > senza patire la minima sofferenza se non quella, irrisoria, del > nostro stupido fanciullesco orgoglio che ancora ostacola il > cambiamento e la presa di più mature decisioni, al contrario > godendone e gioiendone ampiamente, potremo tutti vincere > definitivamente la corsa allo sviluppo. Quale sviluppo? Quello programmato dal partito, o dal comitato di sviluppo sostenibile, a cui i singoli individui dovranno per forza attenersi? Ora il documento pare invece Maoista - da periodo della rivouzione culturale, per intendersi... > Signore, signori, oggi scelte convenzionali ci farebbero andar dritto > lì dove la realtà devia e ci getterebbero fuori strada, nel > precipizio. I tempi eccezionali in cui ci troviamo a vivere > richiedono scelte altrettanto eccezionali. Perchè l'umanità possa > superare indenne questo tempo, occorrono persone in grado di fare > tali coraggiose scelte. > Voi, ve la sentite? Non so se i dirigenti radicali saranno d'accordo con la tua proposta-prospettiva. Certo il non l'appoggerei mai: e non perchè non me la senta di prendere decisioni "difficili" ma perchè la reputo una decisione autolesionistica e dannosa per l'intero genere umano. > Col mio miglior saluto, > > Danilo D'Antonio > dan(at)hyperlinker.org > ciao, Edoardo P.S. Come potresti imporre la tua decisione? Non è che convincendo i dirigenti radicali prenderesti il potere nei paesi sviluppati o nel consiglio di sicurezza dell'ONU. Davvero, questo mi incuriosisce: come penseresti di porre in atto il tuo progetto??? Ciao di nuovo... ________________________________________________________________________ ________________________________________________________________________ Per mandare un messaggio, scrivere a: radicali-toscana@eGroups.com Per cancellarsi dalla lista, inviare un messaggio vuoto a: radicali-toscana-unsubscribe@eGroups.com ------------------------------------------------------------------------ Link Yahoo! Gruppi Per andare all'homepage del gruppo vai alla pagina: http://it.groups.yahoo.com/group/radicali-toscana/ Per annullare l'iscrizione al gruppo scrivi a: radicali-toscana-unsubscribe@yahoogroups.com L'utilizzo da parte tua di Yahoo! Gruppi è soggetto alle: http://it.docs.yahoo.com/info/utos.html ------------------------------------------------------------------------