Prendere posizione sulle cose:
la pubblicità a pagamento


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Poniamo il caso
che qualcuno, per denaro,
divenga disposto a parlar bene
di chi l'ha pagato.

In base a questo comportamento,
possiamo definire questa persona
comprata, corrotta, prostituita,
subornata?

E possiamo definire il suo compratore
come corruttore, prostitutore, subornatore?

Siamo nel giusto, insomma,
se chiamiamo il primo, in gergo, leccac**o,
ed il secondo, senza mezzi termini, farabutto?



Ed allora: che sincera opinione, che onesta stima si può avere dell'intero mondo pubblicitario attuale?

Come possiamo non esprimerci in proposito affermando che:


LA PUBBLICITÀ A PAGAMENTO È L'ANIMA IMMONDA DEL COMMERCIO


Forse le nostre leggi, di così limitata visione e ristretta fattura, non hanno nulla da eccepire al riguardo. E bisogna anche dire che l'organizzazione parcellizzata e specialistica della nostra società, in cui ognuno compie una piccola parte, un pezzettino del lavoro complessivo, tende a farci perdere il senso pieno delle cose. Ma può ciò permettere a queste persone di scagionare totalmente se stesse e di liberarsi da una pesante responsabilità morale nei confronti dello stato di sfacelo in cui versa la società?

Coloro che fanno pubblicità a pagamento, coloro che, vendutisi, divengono sbandieratori, cantano le lodi del loro padrone, e lo stesso loro corruttore, hanno in verità contribuito fortemente al processo di globale disfacimento, di putrefazione di questo nostro mondo, avendo non solo fornito un pessimo esempio di totale subordinazione di sé al denaro, ma soprattutto per aver contribuito ad affermare una cultura della falsità di cui oggi vediamo tutti i nefasti effetti.


Pensiamo solo al fatto che, quando in Radio o TV una qualche ingenua persona si lascia scappare un genuino, sincero apprezzamento nei confronti di un qualche prodotto od azienda, essa viene immediatamente ripresa e zittita dal prezzolato conduttore di turno, il quale deve garantire che:


SI PARLI BENE SOLO DI CHI HA PAGATO


L'intero mondo dell'informazione così tacendo, o peggio: invertendo l'ordine delle priorità, su tante importanti questioni, proprio per la loro forte dipendenza dalla pubblicità a pagamento.



E' certo vero che tutto il male morale della nostra società ha origine altrove: precisamente da quelle istituzioni che immeritatamente si definiscono religiose, i loro membri da sempre spacciando per vero ciò che in realtà è solo superstizione. E' vero che la cultura della falsità, e della sopraffazione mentale, è una loro invenzione, per giunta da loro tragicamente portata in ogni angolo della Terra. E' vero che son proprio costoro ad aver gettato le basi per una generale immoralità. I pubblicitari non avendo fatto altro che riprendere questa abietta propensione a falsità e sopraffazione psichica trasformandola in uno dei più grossi business della nostra epoca.

Ma possono personalità mature nascondersi dietro questa scusa? Può forse questo scagionare alcuno? Che forse essere complici, o colleghi nel male, può liberare un essere umano dalle proprie responsabilità? Che forse essere in tanti a far cose profondamente sbagliate può rendere onesti usi disonesti?


E' vero, è comprensibile, che molti, mossi dal bisogno, essendo stati sbattuti al mondo senza che nè i loro genitori nè la società si fossero prima fatti carico del dovere di fornir sistemazioni dignitose, tanto da un punto di vista economico quanto morale, e tantomeno di fornire finalità nobili, siano stati facilitati nel cadere in errore. (Tacendo in questo momento degli altri, di coloro che non vivevano in ristrettezze). Ma ciò non giustifica l'abietto mostro che è stato creato.


Signore e signori del gran mondo della pubblicità: oggi è giunta l'ora di cambiare, di trasformare completamente la nostra società. E' giunta infine l'ora di dire addio a tutto ciò che non va bene. E' quindi giunta l'ora che veniate fuori allo scoperto.

Auto denunciatevi.

Denunciate voi stessi l'immoralità del vostro lavoro, la vostra responsabilità nel processo degenerativo del mondo. E denunciate anche da chi avete appreso l'abitudine alla menzogna.

Chiedete a gran voce un lavoro onesto, una società onesta, in cui nessuno più sia mosso dal bisogno verso malefici comportamenti, in cui ognuno al contrario sia mosso dalle legittime necessità espresse nelle varie situazioni.

Voi avete contribuito a diffondere così tante menzogne.
Datevi ora da fare contribuendo a diffondere le tante verità rimaste nascoste.

Ed iniziate oggi, non domani.


Prendere posizione: se desideriamo cambiarlo davvero questo mondo, non possiamo continuare a far tacere le nostre coscienze. In maniera eticamente, moralmente, legalmente del tutto ineccepibile, dobbiamo prendere posizione e dire basta alle cose che non son buone e celebrare a gran voce quelle che invece lo sono.

Portare in trionfo il bene e far sprofondare nella vergogna il male: questo è uno dei più importanti lavori che ci attende.






P R E N D E R E P O S I Z I O N E



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