Al Presidente della Repubblica Italiana

Copyright © Danilo D'Antonio 28/09/39 - Alcuni diritti concessi - Invio



All'attenzione
del Presidente della Repubblica Italiana,
Signor Giorgio Napolitano.



Signor Presidente,

le presento i miei migliori riguardi.

Son qui a far da portavoce a tre importanti questioni.


La Questione Pubblica.

Ancor oggi i ruoli del pubblico impiego sono assegnati a vita a pochi eletti. Trattandosi però di risorse appartenenti all’intera comunità, per loro stessa origine e definizione di pubbliche attività, questo non dovrebbe avvenire. Palesemente: non è possibile che parte pure così importante della cosa pubblica, della Res Publica, sia di fatto di proprietà esclusiva di alcune persone. Pertanto è necessario venga presto, effettivamente e finalmente, reso pubblico il pubblico impiego, attuando una sana rotazione tra tutti coloro che volessero svolgerlo ed avessero i requisiti necessari. Al contempo urge riequilibrare l'assetto economico del nostro Paese riconducendo nel settore pubblico attività oggi private fino al raggiungimento di una metà dell'intero, a partire da quelle di primaria importanza per la collettività. Tutto ciò permetterebbe un generale potenziamento del sistema economico, potendo questo essere rifocalizzato su obiettivi di vera utilità conseguentemente al maggior peso recuperato da un settore pubblico definitivamente reso libero dalla corruzione grazie alla rotazione.


La Questione Demografica.

L'Italia si trova da circa un secolo in una condizione di sovrappopolazione, causa la storica nostra politica d'espansione tesa ad invadere altri Paesi ed annetterli all'impero. Questa condizione è rimasta dapprima silenziosa, non causando eccessivi problemi per lo stile di vita parco e naturale che si conduceva. Negli ultimi decenni i problemi da latenti sono però emersi violentemente causa l'ipersviluppo economico e tecnologico. Inquinamento, degrado ambientale, sanitario e sociale, scarsità di risorse e conseguente loro costo in continuo aumento, echi crescenti di guerra, tutto ciò non son che gli effetti della sovrappopolazione interna aggravati vieppiù ogni giorno dalla crescente sovrappopolazione globale. Dubbio non v'è che occorra un massiccio intervento informativo e culturale per mostrare la situazione nella sua vera essenza e responsabilizzare le persone ad astenersi dal figliare in modo da tornare quanto prima ad una densità demografica ottimale sotto ogni punto di vista.


La Questione Superstiziosa.

Noi umani nella nostra prima età ci troviamo in una condizione di straordinaria ma acritica sensibilità intellettuale. Quegli adulti che sono devoti alla superstizione elevata a sistema culturale religioso approfittano di questa totale plasmabilità dei minori per perpetuare il loro stesso irragionevole acculturamento. Una volta subito tale imprinting, l'essere umano pur crescendo conserva indelebilmente gli errati fondamenti che gli sono stati inculcati in età preadolescenziale e questi inevitabilmente andranno ad inficiare ogni sua scelta a detrimento proprio e pure collettivo, nel caso egli fosse giunto ad occupare posti di responsabilità sociale. E' chiaro che necessita urgente e consistente intervento a protezione dei minori dal plagio superstizioso. Com'è chiaro ch'è necessario sviluppare una cultura che dìa spazio al genuino sentimento religioso che puro nasce spontaneamente in ogni essere umano ed a quella universale etica perennemente a disposizione di ognuno perché accessibile tramite l'osservazione diretta della realtà.


Signor Presidente, gentilmente:

com'è che a presentare queste tre questioni, di così straordinaria importanza, deve disporsi una persona comune, un qualsiasi cittadino senza titoli, incarichi e conseguenti mezzi, onori e redditi, mentre un'intera riverita, di gran lunga sovrastimata e sovrapagata, classe accademica, l'intera torma, forse tranne rarissime eccezioni, di professori e professoresse presenti sul libro paga dello Stato è accovacciato in tutt'altre risibili faccende? Che forse, Signor Presidente, il principio democratico deve essere interpretato come un inno all'ignoranza? Che forse costoro vengon pagati per essere sacerdoti e sacerdotesse del retrogradismo? Che forse la loro funzione è quella di far da tappo al progresso?


Signor Presidente: ricambio!

Si introduca la rotazione nel pubblico impiego in modo che questa gente venga impegnata in altri ruoli più consoni al loro presente livello d'evoluzione intellettuale, etico e morale. E, poiché non ho avuto il piacere di ascoltare nemmeno sue parole riguardo le Super Questioni che qui mi tocca presentare, le esprimo il desiderio che anche lei abbandoni l'attuale carica.

Signor Presidente,

com'è che ad esser guida del Paese, ad indicare nuove strade, ad erigere nuovi importanti riferimenti, tocca a degli ultimi, in quanto ad onori e premi sociali? Mentre i primi, i più onorati e premiati, si asserragliano nella retroguardia?

Signor Presidente,

è mio desiderio che lei si dimetta e che nel farlo, nel suo discorso di commiato, esprima a sua volta quello che è il più legittimo degli auspici: che successivo Presidente della Repubblica Italiana sia eletto un neonato, a significare l'avvio di un radicalmente nuovo corso per noi tutti. Che il nostro Paese racchiuda per sempre il passato nei suoi tanti musei e partendo da una condizione di incorrotta tabula rasa inizi a descrivere e disegnare il proprio miglior futuro.


Col mio miglior saluto, rispettosamente,

Danilo D'Antonio

Laboratorio Eudemonia



La Questione Pubblica
La Questione Demografica
La Questione Superstiziosa




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