Date: 04/05/06 23.17 To: petrolio@yahoogroups.com From: Laboratorio Eudemonia Subject: Re: Freud e istinto di sopravvivenza >perché il >nucleare ha questo fascino perverso sulla testa della gente? Son due questioni certo molto diverse fra loro con ragioni altrettanto diverse. Tuttavia penso sia possibile fare una similitudine tra il fascino esercitato dal nucleare sulla "gente" ed il fascino esercitato dal risparmio sugli "ambientalisti". E' una questione, interessi a parte, basata più sulla quantità che sulla qualità delle idee: intendo dire che si ripete, e si continua a ripetere, ciò che si sente intorno. E' qualcosa di vagamente simile, come funzionamento (fisici, vi prego risparmiatemi :), alla forza di gravità: comanda la massa più grande. Bene. Ora, poiché si ritiene che si debba essere il cambiamento che si vuole vedere nel mondo, inizio col dichiarare che, a metà del secondo mese di quest'anno, ho acquistato quattro lampade ad incandescenza da 200 watt l'una, ho buttato le lampade a basso consumo in soffitta, ed ho montato quelle ad incandescenza. Sono circa quindici anni che son tornato a lavorare sul computer. Ed erano anni che mi dicevo che se volevo preservare la mia vista dovevo elevare il livello di luminosità del mio laboratorio (e lo stesso dicasi per quello della mia consorte). Non riuscivo a decidermi, ma, dopo aver sentito per giorni e giorni incitamenti a consumare di meno, insieme a tutta una serie di blasfemie puramente idiote, mi son fatto coraggio ed ho fatto il grande passo: son passato dall'altra parte. Fin da piccolo ho sempre sentito, forte, la percezione dell'ambiente in cui vivevo. Per questo motivo, per una sorta di identificazione, ma forse anche più, direi di vero e proprio amalgama psichico, con l'ambiente non solo naturale ma anche artificiale, l'ho sempre curato forse, anzi di sicuro, anche più di me stesso. E decine d'anni fa accoglievo con gioia le teorie del risparmio etc. Oggi non più. Oggi se desidero essere dalla parte giusta, se desidero esser d'aiuto per gli umani e per l'ambiente, se desidero esser dalla parte di Gaia, in certe occasioni devo fare proprio come lei, devo ribellarmi (sempre in maniera eticamente, moralmente, legalmente ineccepibile) e fare ciò, oculatamente scegliendo le mie azioni, che mi detta la mia coscienza e percezione, innanzitutto curando me stesso (e l'aver montato una bella lampada ad incandescenza da 200 watt ha dato ampio sollievo ai miei occhi) dando così consapevolezza alla gente di certe distinzioni che occorre compiere. Ciò che occorre oggi è più uno sciopero ecologico per far prendere coscienza che siamo in troppi e continuiamo a crescere, e di quali sono le reali attività dissipatrici (ad esempio pubblicità, turismo, moda, spettacolo e sport) piuttosto che tante altre pusillanimità, piuttosto che tutta una serie di nugaciousnesses. Altro che i consumi dell'individuo per una vita che soddisfi i suoi bisogni fondamentali! Sovrappopolazione, pubblicità, turismo, moda, spettacolo e sport: questi sono i nostri veri nemici. Sii il cambiamento che vuoi vedere nel mondo. Ok. Lo sono. Inizio un serio sciopero ecologista. Ed ora ne spiego pure le ragioni. Immaginate di trovarvi accalcati in una folla stipata in ambiente chiuso mentre altra folla continua ad entrarvi. Una persona in grado di ascoltare il suo istinto trovandosi in questa spiacevole situazione compie un gesto preciso nella speranza che possa aiutarlo a salvarsi. Qual'è questo gesto? Semplice: si arcua col proprio corpo e porta le braccia all'altezza del suo petto, ponendosele ampie in cerchio. Compie questo per il semplice motivo che in tal modo occuperà più spazio e, quando la calca aumenterà pressandolo ancora, disporrà ancora di qualche centimetro per evitare di essere schiacciato e sopraffatto. Questo è ciò che l'individuo oggi deve fare: deve cercare di occupare più spazio, fisico, energetico, etc. in maniera che il fenomeno della sovrappopolazione appaia anche agli occhi dei ciechi in tutto il suo sfolgorante splendore. In maniera che attività dissipatrici ed immorali come quelle citate vengano messe da parte. In maniera che al più presto vengano stipulati patti di autocontenimento, fra individui e Paesi. Ma qui mi poso, ché la strada fatta è già tanta. danilo