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BERE NON CI DISSETAVA MANGIARE NON CI SFAMAVA
Pur raccapricciante, un'ipotesi del genere potrebbe non essere lontana dal verificarsi in un'epoca in cui noi umani abbiamo completamente dimenticato la natura del mondo. Il mondo è tondo, tutto tondo, una sfera. Da qualsiasi punto sulla sua superficie si parta, camminando abbastanza a lungo dritto lungo una stessa direzione, in capo ad un certo tempo ci ritroviamo al punto dal quale eravamo partiti. Il teorema che rese felice Colombo.
Il ciclo delle stagioni è forse il più manifesto ed onnipresente monito a ricordarci che al mondo non esiste nulla che abbia valore assoluto. Quando il protrarsi del gelo dell'inverno sta per farci temere il peggio, ecco il cielo aprirsi alla primavera. Quando il lungo caldo dell'estate ci ha ormai convinto di essere al sicuro, ecco ancora una volta ritrovarci circondati dal ghiaccio.
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Tutto è relativo, asserisce la persona di buon senso e quella di scienza, quest'ultima convinta non solo dalle proprie percezioni ma pure da rigorose procedure matematiche. Nulla è valido e dura in eterno. Nemmeno ciò che possiamo considerare il più grande dei valori. Ebbene: pur probabilmente non avendo noi nulla da eccepire su ciò, perché quando si tratta di temi e condotte politiche dimentichiamo così catastroficamente, metodicamente, testardamente la relatività della natura e dell'esistenza tutta e la conseguente necessità di perseguire costantemente un equilibrio?
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