F U S I O N !

Copyright © 19/07/39 Danilo D'Antonio - Alcuni diritti concessi
Cosa facciamo, cosa cerchiamo




Uno dei fenomeni umani, recente nella nostra storia ma già affermato, più affascinanti e dotato di grandi potenzialità è quello oggi volgarmente conosciuto con il nome New Age. Si tratta di persone che hanno ampiamente verificato i limiti del modello religioso che vede nella metafora del pastore che conduce il suo gregge il riferimento principale. Al contrario queste persone evolvono verso un modello a rete molto simile a quello che è il tessuto informatico di Internet. Da persone rassegnate ad essere ignoranti ed incapaci di distinguere da sole il bene dal male e per questo necessariamente dipendenti da un'autorità religiosa centrale, maturano in persone indipendenti ognuna dotata di cultura e discernimento morale.

Soprattutto da un'etica indirettamente ricavata dalla storica bibliografia di un gruppo religioso, da un'etica pronunciata centinaia quando non migliaia d'anni fa, per forza di cose inattuale ed anzi per lo più in contrasto coi tempi che si vivono, virano verso un'etica perennemente a disposizione di chiunque perché tratta dall'osservazione diretta della realtà. Trattandosi di un riferimento di universale validità, ovunque ci si trovi, è per giunta di grande aiuto nell'abbattere le barriere esistenti tra i popoli della Terra. Multiculturalismo, interculturalismo e processi analoghi divengono del tutto inutili perché sostituiti dal rapporto diretto con la realtà delle cose non più mediato da portatori storici di verità.


Anche un altro movimento umano, questo identificato con il termine Progressismo ed imperniato invece sulla società piuttosto che sull'individuo, rifugge sempre più dalla vecchia centralità adottando lo stesso modello a rete come suo importante riferimento. Tuttavia a differenza della New Age il Progressismo non ha ancora abbattuto il legame che lo imprigiona dentro le varie tradizioni storiche da cui è composto, e tantomeno ha trovato un suo rapporto diretto con la realtà non mediato da portatori storici di ideologia. In questo modo, in questa sua fase intermedia, il Progressismo non riesce, proprio non può decollare in quanto mancante di quell'approccio filosofico, diretto e pratico, che così gran bene personale ha procurato ai praticanti delle teorie New Age.

Se la New Age, nata e rimasta centrata sullo sviluppo della personalità dell'individuo, pecca gravemente di fatto inficiandosene della società, il Progressismo che pure tanto anela a migliorarla pecca altrettanto gravemente nel non possedere il bagaglio di conoscenze, metodi, pratiche e tecniche che pure gli sono necessari, assolutamente indispensabili, per raggiungere il proprio scopo. Guaio è che, pur coi numerosi richiami ad una visione olistica da parte del movimento New Age, di fatto tanto questo quanto il corrispettivo movimento rivolto al sociale rimangono ognuno racchiusi, autoimprigionati, all'interno del proprio ambito storico di ricerca ed intervento. L'uno non riuscendo ad aiutare nè tantomeno a beneficiare dell'altro.


Eppure molto grande convenienza entrambi questi movimenti appartenenti ad un'unica formazione di persone sensibili ed anelanti l'evoluzione, il primo dell'individuo il secondo della società, trarrebbero da un loro incontro. Ed a questo proposito non possiamo non notare che come il Progressismo non trova nel tradizionale sistema politico un alleato bensì solo un ormai indebito potere desideroso di assorbirne le forze così la New Age non solo non è ben vista dal tradizionale sistema religioso basato sulla superstizione ma anzi da questo viene fortemente osteggiato e pesantemente screditato in ogni modo ed occasione.

Ragioni queste che muovono ancor più verso una confluenza, una fusione, una unione di queste due fantastiche espressioni dell'avanguardia umana al fine di meglio, più profondamente e velocemente, sostituire i vecchi tradizionali poteri politico e superstizioso, non a caso così profondamente collusi nella loro immonda azione di sbarramento del nuovo. A questo scopo è necessario innanzitutto superare la naturale diffidenza che può esistere tra due gruppi ancora così separati in quanto a linguaggio, riferimenti e mète parziali, e poi trovare e creare molteplici occasioni di incontro, ai componenti dell'uno offrendosi la grande opportunità di arricchirsi del patrimonio di esperienze e di idee dell'altro.


L'obiettivo finale è infatti comune: quello di liberare il nostro mondo dalla morsa di una aggressiva dipendenza storica permettendogli di muovere emancipato verso il futuro. Non v'è dubbio che anche il modo non può che essere comune: favorire la nascita di un nuovo essere umano che curi non solo quel che il mero caso gli ha offerto di essere e di interessarsi bensì sappia colmare ogni sua pur minima lacuna crescendo per ciò armonioso ed equilibrato. L'arte, che nella raffinata sensibilità trova il suo ambiente di vita, possa aiutarci a raggiungere tutto ciò.






Saltatus Aeternum © by A. Andrew Gonzalez. Per gentile concessione dell'Autore







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