Una questione di Etica

Copyright © Danilo D'Antonio 07/02/40 - Tutti i diritti riservati - Riproduzione vietata - Segnalazione




Raramemente si son fatti così tanti richiami all'etica come in questi tempi. Tanto che torna alla mente quel detto che asserisce che, quando si parla ripetutamente di qualcosa, quel qualcosa non solo manca ma è pure divenuto sconosciuto a chi ne tratta. Perché in effetti anche stavolta l'oggetto delle nostre attenzioni, l'etica, viene, sì, nominato di continuo, ma mai il concetto che vi corrisponde realmente è apparso trovarsi così lontano dalle nostre osservazioni e vite.

Oggi di etica parlano tutti. Ma tutti in realtà si limitano a richiamarsi ad essa per affermare quel ch'è invece soltanto una linea di condotta propria, interna al proprio gruppo culturale di appartenenza. Oggi si affermano principi morali che si vorrebbero fossero e si presentano come etici ed invece son solo rappresentativi di questo o quel gruppo religioso, si affermano anche "etiche" laiche od atee, "etiche" politiche, retrograde o progressiste, "etiche" economiche, di crescita o di decrescita, liberiste o restrittive, perfino "etiche" ambientaliste e di ogni altro settore e tipo, addirittura relative ad epoche e popoli scomparsi da tempo.

Ciò che però viene metodicamente dimenticato, propriamente ignorata, è l'Etica. Sarebbe a dire quell'insieme di valori allo stato elementare, quindi puro, assolutamente non corrotto dall'influenza di individuo o gruppo alcuno, bensì nello stato in cui essi sono apparsi ai primi che li estrapolarono dalla indistinta materia intellettuale ed ancora potrebbero apparire a chiunque fosse disposto a far tacere od accantonare, almeno per un momento, l'acculturamento ricevuto, l'inculcamento subito, la fidelizzazione accettata, attivando invece i propri sensi in una diretta, non mediata, ricerca personale sul genuino senso delle cose.



Ciò che oggi viene presentato come "etica" altro non sono che mere opinioni personali o provenienti da qualche capo tribù, della cui cultura si cerca di seguire i contorti insegnamenti. Si dimentica che esiste un'etica eguale per tutti, che tutti unirebbe per il non esser di parte, bensì composta da elementi puri come pure sono le singole parole prima di essere usate per comporre una frase. Quante volte avete sentito nominare invano la parola "valori"? Quante volte avete udito persone tirare in ballo questa parola senza che venisse mai citato anche uno solo di quei valori di cui evidentemente ci si voleva imbellettare solo evocandoli, senza però manco conoscerli?

Ebbene eccoli:

Sistema Etico Completo

i valori che noi umani, nel corso dei millenni, abbiamo raccolto come frutti dolcissimi dalla scura e spinosa siepe dell'inconsapevolezza. Essi sono distillati sublimi, prodotti puri della realtà di cui siamo parte, non appartengono a nessuno e per nessuno parteggiano. Sono straordinarie essenze che ora, nella forma in cui qui sono presentate, possono arricchire giorno dopo giorno ognuno di noi, ponendoci in grado di giudicare e decidere autonomamente ciò che è bene, distinguendolo chiaramente da ciò che è male, senza necessità di ricevere circolari da roma o da altri luoghi di indebito potere.

Eccole:

Sistema Etico Completo

le centinaia di preziose ed allo stesso tempo semplici parole, come diamanti impossibili da lordare o da scalfire, che racchiudono i valori allo stato puro, individuati, isolati, scoperti lungo l'arco della nostra storia da persone, da singoli individui, non dalle culture. Queste si sono limitate a tramandarli, impossessandosene, ma sono stati semplici esseri umani, come voi e me, a scoprirli. Per questa ragione tali valori sono incontestabile patrimonio dell'intera umanità. Non ad una sola cultura, bensì a tutte le culture della Terra essi appartengono, perché da tutti i luoghi del Pianeta essi effettivamente provengono.



Vedete: oggi non abbiamo il solo problema di aver dimenticato la semplicità elementare dei valori etici, di star quindi seguendo quel che sono solo personalissime quanto opinabilissime opinioni diffuse da questa o quella tribù culturale. Abbiamo anche un altro grande problema. Ogni tribù, anche se imprigionante miliardi di persone, in realtà si è contentata, storicamente ed ancor oggi, di una ultrariduttiva manciata di valori, intorno ai quali ha poi costruito il suo proprio, inevitabilmente traballante, edificio culturale e morale. Inconsapevolmente o volutamente le varie tribù hanno ignorato la restante, straordinariamente ricca, messe di valori disponibili, limitando i propri sistemi etici a dimensioni davvero minuscole.

Con fondamenta etiche di così limitata estensione, non essendo completo il panorama di valori da esse compreso, è logico che i principi morali che sortiscono da tali edifici culturali siano il più delle volte inclinati, pendenti verso una qualche parte, distorti e rozzi, inadeguati anch'essi. Provate a comporre una frase senza disporre di tutte le parole che invece vi servirebbero. E chi vi capirebbe? Certo non il mondo reale, che, nella sua complessità, si rifiuterebbe di darvi ascolto e farebbe tutt'altra cosa rispetto a ciò che avete pensato. Ecco perché i fatti, in cui lungo l'arco dei secoli si son ritrovate immerse le varie tribù, si sono succeduti sempre all'insegna di una estrema e generalizzata sofferenza. Ed ecco spiegato pure perché spesso le tribù sono in lotta tra loro: perché i loro sistemi etici, molto piccoli rispetto all'intero possibile, non combaciano ed ognuno afferma almeno qualche valore ignorato, o ne nega qualcun altro affermato, dagli altri.


Disponendo invece di uno strumentario etico completo, di un sistema comprendente TUTTI i VALORI, lasciando pure spazio ad altri futuri che si potessero individuare, nella persona si crea spontaneamente un equilibrio interiore e quindi una rettitudine che le permettono da sola, senza alcun confondente intermediario, di fare le scelte migliori. Dotata di un tale supporto:

Sistema Etico Completo

la persona acquisisce piano piano una autonomia di pensiero che la affranca, la libera dalla dipendenza da una morale centralizzata, dal subordine ad un pensiero altrui e la eleva, infine, ad essere umano pienamente sviluppato. Con un passo avanti enorme, pari a quello avutosi dal passaggio dalla televisione alla Internet: non più un potere centralistico, distante ed ignaro di quanto accade localmente e ciònonostante pure impositivo, bensì mille e mille unità intellettive distribuite sul territorio, ognuna in grado di captare direttamente la realtà e di giudicare degnamente.


Proprio dalla scoperta e dalla pratica di quest'Etica Universale, finora asservita e segregata dalle varie tribù, alle persone, pian piano, attraverso un percorso di sviluppo della personalità, apparirà chiara la distinzione tra le varie religioni e la Religione. L'etica è infatti la base di una religione ed è evidente che essendo parziale l'etica non potrà che esserlo altrettanto la religione che vi viene edificata sopra. Ecco perché, ad onta del significato originario della parola religione (religare: unire) i vari popoli soggetti a differenti religioni stan sempre così in lotta fra loro: perché i loro limitati alfabeti etici non permettono loro di capirsi e di vivere insieme.


A noi che capiamo tutto ciò sta allora il compito di mettere da parte e denunciare le opinioni personali spacciate per etica. A noi moderni spetta il compito di riformare l'intera nostra cultura partendo da un Sistema Etico Completo, di affermare quell'Etica che tutti i valori comprende e per questo tutti e tutto unisce nel grande flusso dell'esistenza.


Danilo D'Antonio
Laboratorio Eudemonia





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