L'Elite vincerà anche stavolta?


Copyright © 19/11/41 Danilo D'Antonio - Alcuni diritti concessi




Il male profondo della nostra epoca è la mancanza di un approccio organico, del tutto scomparso da quando è in auge l'approccio specialistico. Sommersi da una marea di fatti e questioni contingenti, ci sfugge l'ampia visione temporale che ci permette di comprendere il nostro reale ruolo nel meccanismo della vita.

Gli ambientalisti soffrono anch'essi di questo restringimento del campo visivo, di questo glaucoma intellettuale. L'impegno ecologico genuino va più che apprezzato, un buon rapporto con la natura essendo alla base di ogni altra cosa. Non possiamo però continuare ad ignorare che l'ambientalismo nasce come fenomeno d'Elite e che questa, tanto con fondazioni proprie quanto con elargizioni ad associazioni esterne, lo ha continuamente pilotato, anche quando si è poi sviluppato popolarmente, sempre nel suo esclusivo interesse e non per il bene comune.


Lasciamo spaziare per un po' i nostri occhi su un lungo percorso temporale socio/politico. Vedremo allora tutti ciò che alcuni hanno già da tempo ben inquadrato:

1) spinti dall'Elite gli ambientalisti ripuliscono il territorio dalle popolazioni, togliendo all'essere umano il diritto di vivere sulla terra,

2) contemporaneamente ammucchiano le popolazioni nei campi di concentramento urbani,

3) di modo che l'Elite possa infine più agevolmente "ripulire" la Terra dall'umanità a suo giudizio in eccesso.

Ecco: questo è quanto ancora sfugge e non è certo poco.


Occorre prendere coscienza del nostro essere ognuno un piccolo ingranaggio racchiuso in un meccanismo molto più grande che spesso non è però diretto dove desideriamo o pensiamo vada. Piuttosto che usare la nostra mente e quella globale di Internet per replicare i soliti quattro concetti ambientalisti, ormai triti e ritriti e fatti propri perfino dalle istituzioni più ignoranti, quelle superstiziose, occorre andare oltre, superando le nostre attuali percezioni.

Le idee che girano oggi nella nostra mente ci vengono da coloro che tanto tempo fa osarono compiere una ricerca d'avanguardia. Perché allora dobbiamo rimanere tutti così attaccati a quelle sole idee che nel frattempo sono divenute di retroguardia? Guardiamoci intorno: oggi tutti si occupano dell'ambiente. Tutti sono divenuti ambientalisti. Non si parla d'altro che d'ambiente. In quanti si spingono invece OLTRE la stantìa e superficiale consapevolezza delle cose, laddove più serve? Anche perché proprio spingendoci fuori dal gruppo capiremo i veri perché della presente emergenza ambientale:

1) ieri era opportuno impegnare tutto noi stessi per la salvezza dell'ambiente, cominciando con l'informare le popolazioni dell'imponente fenomeno della crescita demografica e dei suoi stretti collegamenti con la crescita dell'economia;

2) gli ambientalisti invece non l'hanno fatto perché all'Elite, che li manovrava, occorrevano lavoratori e consumatori in costante surplus per sviluppare vieppiù le loro ricchezze, le loro rendite e capitali.

3) S'avvicina così il momento in cui l'Elite, economica, politica, scientifica, disponendo di robot e tecnologie evolute al punto da non poter essere più popularizzate, che renderanno "superflue" le masse ancora in forte crescita numerica di lavoratori e consumatori, deciderà di compiere il grande passo della improvvisa e definitiva scomposizione della più gran parte dell'Umanità nei suoi componenti fondamentali: idrogeno, ossigeno, carbonio, etc.


Non c'è mai stata una volta nella Storia in cui l'essere umano non abbia avuto a che fare con la non solo potente ma pure subdola azione di una sua minoranza assurta ad Elite. E ne siamo sempre usciti con le ossa rotte. Oggi però abbiamo la Grande Rete e possiamo superare i nostri limiti di sempre accorgendoci di cosa sta succedendo e concentrandoci sulla costruzione di un vero sistema democratico: un sistema libero dagli statali (i più fedeli ed armati servitori dei potenti) con cittadini a rotazione nella gestione della Cosa Pubblica.

Trattasi di una urgenza definitiva. A meno che noi, gente comune, non interverremo appropriatamente, rimarrà solo l'Elite, mentre di gran parte dell'Umanità non resterà che il ricordo di una specie che, da quando è nata fino alla sua quasi totale scomparsa, s'è fatta sempre turlupinare da una sua minoranza.


A questo grande immondo progetto hanno lavorato coloro che con tutto se stessi hanno tenuto le popolazioni lontane dalla consapevolezza del fenomeno demografico e dell'incongrua persistenza dell'autoritaria e vessatoria figura dello statale in una Repubblica e Democrazia. A questo, ahinoi tutti, probabilmente state ancora lavorando voi stessi.

Lasciamo allora perdere le piccolezze. A quelle ci pensi l'Elite, se ne occupi essa personalmente. Si faccia essa sommergere dalle contingenze. Noi semplici cittadini e persone qualunque, noi privi di ricchezze e poteri, dedichiamoci invece a qualcosa che urge ancor più di quanto urga l'ambiente. Lasciamo l'Elite a barcamenarsi per la "salvezza dell'ambiente". Noi impegnamoci, pacificamente, legalmente, civilmente, a salvare l'Umanità.


In fin dei conti siamo Umani. O no?









PRIMA LA DEMOCRAZIA POI L'AMBIENTE



DIPARTIMENTO per il GIUSTO MUTAMENTO
Copyright © Laboratorio Eudemonia. Alcuni diritti concessi
Sito Web attivo dal 30 - Versione 5.0 - Webworks by HyperLinker.com